LA CERIMONIA
Solbiate, il ritorno dell’eroe
Restituita alla figlia la piastrina del tenente degli Alpini medaglia d’oro, disperso durante la campagna di Russia
Caduto nella campagna di Russia e già medaglia al valore. E ora la sua piastrina militare è stata ritrovata, restaurata e consegnata alla figlia ultraottantenne grazie gli Alpini di Solbiate Olona.
È la vicenda del tenente Italo D’Eramo. La grande storia ancora una volta s’intreccia così con le vicende locali. A raccontare è Angelo Olgiati del gruppo Alpini di Solbiate, che ha tenuto fra le mani il prezioso cimelio consegnato alla figlia del tenente che ora vive a Genova: «Tutto è iniziato durante la pandemia, quando a un nostro conoscente fagnanese che era in Russia per lavoro è stata affidata la piastra del tenente D’Eramo caduto e disperso nell’ultima battaglia nei pressi di Waluiki. A consegnarla è stato un altro alpino, il professor Massimo Eccli, docente d’italiano alla biblioteca Lenin di Mosca che l’aveva ottenuta da un privato residente nella zona di Rossosch, ma è stato impossibile purtroppo risalire al luogo e alle circostanze del ritrovamento».
Olgiati ricorda anche il solbiatese caduto nella Campagna di Russia Luigi Garghetti: «Quando ci è stata consegnata la piastrina, abbiamo chiesto collaborazione al sindaco Roberto Saporiti e con il nostro storico del paese Aldo Tronconi siamo riusciti a rintracciare la figlia Maria Pia che sta a Genova. In municipio abbiamo organizzato una cerimonia di passaggio di consegne con Stefano Pansini a cui abbiamo dato la piastra militare ed è stata l’occasione per riaccendere i riflettori sul nostro passato e sulla storia neppure troppo lontana della medaglia d’oro al valore».
D’Eramo era nato nel 1906 e la sua unica figlia è ancora viva: aveva tre anni quando nel 1941 il padre era partito, richiamato in guerra con il grado di tenente e assegnato al battaglione Pieve di Teco. Il 25 luglio 1942 partì per la Russia con l’incarico di ufficiale informatore del comando del Primo reggimento alpini. «Una storia che meritava di essere nuovamente raccontata non solo per ricordare il sacrificio degli Alpini, ma anche per raccontare cosa abbia rappresentato la Campagna di Russia per gli italiani», sottolinea Olgiati: «Pensate che l’ultima foto che D’Eramo inviò a casa risale al 2 gennaio 1943, lo ritrae proprio in quel luogo con altri commilitoni: erano in sei e solo uno si sarebbe salvato. E ora noi abbiamo avuto l’occasione di affidare a una figlia privata del padre dalla guerra il suo unico oggetto sopravvissuto».
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