FUGA BREVE
«Scusi, dov’è l’ospedale?» E i Gratta e Vinci spariscono
Furto con destrezza al Bar Mignon di Taino. Ma i carabinieri acciuffano i responsabili: arrestati quattro georgiani, bottino restituito
Un attimo di distrazione, qualche minuto appena, e il danno era fatto, decine e decine di Gratta e Vinci, per un valore di 1.700 euro circa, spariti dal bancone: anche se la storia ha avuto un lieto fine insperato in pochissimo tempo e la refurtiva è stata già riconsegnata ai legittimi proprietari, hanno vissuto una brutta giornata i titolari del Bar Mignon a Taino, sulla strada per Angera.
Il racconto degli esercenti
Tutto è accaduto martedì pomeriggio intorno alle 15: due persone sono entrate nell’esercizio commerciale di via Marconi, chiedendo informazioni sulle vie più veloci per raggiungere l’ospedale. «Uno di loro in particolare diceva di dover accompagnare la moglie incinta a fare una visita, avevano un accento straniero ma non riuscivo ad associarlo a una nazionalità - racconta Simone Conti -. I due continuavano a parlare con l’intento di distrarci, facendoci allontanare dal bancone. Non so come abbiano fatto ad agire in così poco tempo prendendo tutti i ticket ancora imbustati, riuniti in pacchetti. Non si sono fatti notare e infatti nessuno di noi si è accorto del fatto inizialmente. Solo dopo, non trovando i pacchetti e visionando le telecamere, abbiamo notato uno di loro che allungava il braccio dietro il bancone per prendere i tagliandini e uscire».
Un furto con destrezza, senza minacce o atteggiamenti violenti: i due protagonisti sono stati rapidi e non hanno generato preoccupazione, agendo anzi in modo da non essere notati, perché il loro intento era quello di mettere le mani sul bottino e sparire in fretta. Dopo qualche minuto i titolari si sono accorti dell’ammanco e hanno chiamato i carabinieri: è partita così la caccia alla banda (autori e complici in auto), che ha avuto successo in tempi da record anche grazie ai dettagli emersi dalle registrazioni dell’impianto di videosorveglianza. Il gruppo, composto da altre due persone, tutte di origine georgiana, è stato rintracciato a Sesto Calende dai carabinieri della Compagnia di Gallarate.
Subito alla sbarra
È scattato l’arresto e tutti e quattro sono stati sottoposti ieri a un processo per direttissima davanti al giudice del tribunale di Busto Arsizio Marco Montanari. Il difensore ha chiesto il rito abbreviato, mentre il pm una condanna di poco meno di tre anni per tutti i componenti. Il giudice ha rinviato la decisione alla prossima udienza. I quattro componenti della banda resteranno nel frattempo in carcere.
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