IL SERVIZIO
Torna il giudice di pace
Legnano, gli uffici alla Tecnocity. Dopo tre anni
La targa all’ingresso della Tecnocity è chiara: per raggiungere il giudice di pace occorre recarsi al primo piano dell’edificio A3.
La linea verde che viene consigliato di seguire (che dovrebbe essere una sorta di filo di Arianna per non perdersi nel dedalo di capannoni) però non c’è ancora: poco male, perché l’edificio A3 non è molto distante dal cancello di via XX Settembre.
Due rampe di scale ed ecco l’ufficio, ufficialmente in funzione da lunedì 2 gennaio. Le scadenze promesse sono infatti state rispettate, e con il nuovo anno Legnano ha riavuto la struttura dopo un’assenza di quasi tre anni dovuta al trasloco forzato a Gallarate.
Il magistrato responsabile è infatti stato nominato per tempo nonostante, ancora qualche settimana fa, ci fosse qualche timore di un ritardo: si tratta di Monica Borsa. Ad aiutarla nel lavoro una cancelliera e quattro impiegati comunali che hanno seguito un apposito corso di formazione.
Lunedì 9 gennaio l’ufficio era ancora in parziale allestimento: elettricisti e operai stavano effettuando le ultime rifiniture.
La disposizione interna non è molto diversa rispetto alla vecchia sede di via Alberto Da Giussano: anche qui ci sono una doppia cancelleria (penale e civile), un’aula per le udienze e una sala d’attesa.
L’ufficio funzionerà tutti i giorni, da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 12 (il numero di telefono da chiamare è invece lo 0331-455498). Che il servizio fosse importante lo si si sapeva, e ieri si è avuta la dimostrazione: dopo la prima settimana di rodaggio (ma c’erano ancora di mezzo le feste), lunedì mattina sono stati registrati ben quattro procedimenti da parte di cittadini per ricorsi amministrativi vari.
Gli impiegati hanno confermato inoltre che parecchi hanno telefonato per avere informazioni.
Il giudice di pace era stato tolto dalla città del carroccio all’inizio del 2014 nell’ambito di un più vasto piano di razionalizzazione che prevedeva la chiusura di tutte le sedi distaccate dei tribunali.
Il Ministero decise anche di accorpare Legnano e Rho alla sede di Busto Arsizio, facendo però diventare quest’ultima un mostro da un milione di utenti.
Così si optò per un’ulteriore modifica: Rho e i suoi Comuni del circondario tornarono sotto Milano, mentre a Sud le competenze di Busto (la sede del giudice di pace nello specifico era ed è a Gallarate) vennero fermate a Parabiago.
Però ai Comuni dell’Alto Milanese la cosa non stava bene lo stesso per via dei disagi che le trasferte nel Varesotto causavano ai cittadini e così venne colta al volo l’opportunità, data successivamente del Ministero, di riaprire sedi nei Comuni che facessero richiesta a patto di accollarsi le spese.
Lo stesso Consiglio comunale legnanese aveva votato uno specifico ordine del giorno e la cosa, alla fine, è andata in porto.
Ora resta da capire se i Comuni della zona condivideranno i costi con Palazzo Malinverni. Nel frattempo manca solo da tracciare la linea verde.
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