INCONTRO INDESIDERATO
Pedala nel parco, un cane lo azzanna
Ciclista ferito durante un’uscita in bici a Tradate: «Il padrone mi ha detto che l’animale era stato liberato per fare i suoi bisogni». Vie legali
Sembrava una delle pedalate solite quotidiane che l’uomo residente a Tradate faceva anche nel Parco della Pineta. L’area protetta offre sentieri e percorsi che piacciano non solo a chi pratica trekking. Ma nel corso dell’uscita in sella alla sua bicicletta, al confine fra i territorio di Tradate e Appiano Gentile, lo sportivo si è imbattuto in un cane di grossa taglia che lo ha azzannato a una gamba. «Un cane che in quel momento era libero e quando ho chiesto spiegazioni al padrone mi è stato risposto che era stato liberato momentaneamente per fare i suoi bisogni», dice allargando le braccia.
VIE LEGALI
Adesso la vicenda ha preso le vie legali perché l’uomo si è rivolto a un avvocato affinché tuteli i suoi interessi. Una vicenda che riporta al centro del dibattito il problema dei padroni e dei loro cani che percorrono le strade e i sentieri del Parco Pineta. È già successo che il fedele amico dell’uomo si trovi, suo malgrado, oggetto di polemiche. Anche Mario Clerici, presidente del Parco Pineta, conosce, in generale, un problema su cui ribadisce la sua opinione: «La mia non è un’opinione ma un dato oggettivo - precisa - che riguarda la questione dei cani dentro l’area protetta. Basterebbe rispettare le regole, una delle quali peraltro ben visibile sui cartelli: i cani possono entrare nel Parco solo ed esclusivamente se tenuti al guinzaglio. Una norma sulla quale non ci sono deroghe anche perché un cane può avere comportamenti improvvisi quanto incontrollabili anche per qualche movimento che lo può spaventare».
L’articolo completo sulla Prealpina di sabato 16 maggio
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