LE OPINIONI
Tre di notte. La nostra ora
Siamo in tanti con il risveglio nel buio, causa più frequente è lo stress ma c’è anche altro
Siamo il popolo delle 3 di notte. Quelli che si svegliano, a volte di soprassalto, e faticano poi a riprendere sonno. Siamo in tanti. E c’è poco da rallegrarsi col mal comune...
A quell’ora, la notte è popolata da mostri: attorno al letto si affollano pensieri pesanti, preoccupazioni, bilanci che non tornano. Colpa dello stress il più delle volte. In altre è la conseguenza della cena esagerata o del bicchiere in più. Le 3 di notte sono considerate anche l’ora del soprannaturale: cade il velo che separa la vita concreta da quella mistica, spirituale. È la fase del sonno paradossalmente più profonda: si squarcia all’improvviso, riprendiamo coscienza, gli occhi si spalancano nel buio, inizia il tormento. Noi delle 3 sappiamo bene che cosa significa; salgono dubbi, tutto assume contorni grigio scuri. Ma proprio perché capita con frequenza, abbiamo imparato a contestualizzare. Ci tocca, lo accettiamo, consapevoli che al mattino sarà un’altra storia. E infatti: al risveglio vero, quello poi delle 6, delle 7 o delle 8, i mostri hanno battuto in ritirata, i pensieri si sono alleggeriti, i bilanci (di vita contingente) trovano il modo di andare a pareggio. Noi delle 3 di notte abbiamo una nostra identità collettiva. Sappiamo sopravvivere a noi stessi fino al caffè del mattino.
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