ROMA
Triplicano gli influencer, imprese +185% in 10 anni
(ANSA) - ROMA, 11 FEB - Sono oltre 25mila le imprese italiane
nate intorno alla creazione di contenuti digitali: YouTuber,
tiktoker, influencer e video maker che hanno trasformato
competenze digitali e creatività in vere e proprie attività
economiche strutturate.
È quanto emerge dalla prima ricerca italiana sul tema,
condotta da InfoCamere in collaborazione con l'Università di
Padova, che fotografa un fenomeno in forte espansione.
Tra il 2015 e il 2024, il numero di Digital Content Creator è
cresciuto del 185%, passando da circa 9mila a oltre 25mila
imprese. Un'espansione trainata soprattutto dalle aziende "core"
(+206%), cioè quelle che operano direttamente nei settori della
produzione audiovisiva, del marketing digitale e della gestione
di piattaforme online. Ma anche le imprese "ibride" - che
integrano la content creation in settori tradizionali come moda,
turismo, fitness e consulenza - sono più che raddoppiate
(+155%). Il vero punto di svolta si colloca nel biennio
2020-2021, quando la pandemia ha accelerato la domanda di
contenuti e servizi di comunicazione online.
Per individuare queste realtà, la ricerca ha analizzato i
dati del Registro delle imprese utilizzando tecniche di text
mining alla ricerca di parole chiave presenti nell'oggetto
sociale delle aziende: YouTube, TikTok, Instagram, content
creator, video maker, influencer, streamer e termini correlati.
Il risultato è una fotografia inedita di un settore che fino ad
oggi era rimasto 'invisibile' alle statistiche tradizionali.
Il dato forse più sorprendente riguarda la distribuzione
geografica. Per la prima volta, un settore legato
all'innovazione digitale mostra una presenza equilibrata su
tutto il territorio nazionale: il Nord Ovest concentra infatti
il 30,2% delle imprese (7.681), il Centro il 26,9% (6.834), il
Mezzogiorno e le Isole il 27,9% (7.103) e il Nord Est il 15,0%
(3.811). Milano conferma il suo ruolo di hub digitale nazionale
con oltre 3.800 imprese, pari al 15% del totale, ma accanto ai
poli tradizionali emergono nuove realtà come Puglia, Sicilia e
Campania, dove il contenuto digitale è diventato strumento di
promozione territoriale e di narrazione identitaria. (ANSA).
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