CORTE D’ASSISE
Uccise la moglie. Si apre il processo
Prima udienza in Corte d’assise per il femminicidio omicidio di Samarate. L’imputato, Vincenzo Gerardi, è in aula
Prima udienza oggi, lunedì 19 gennaio, in Corte d’Assise per Vincenzo Gerardi, il manutentore di piscine che lo scorso 16 aprile a Samarate uccise la moglie Teresa Stabile. Il 58enne è accusato di omicidio volontario pluriaggravato. L’imputato, difeso dall’avvocato Vito di Graziano, è in aula; i figli, i genitori e la sorella di Teresa si sono costituiti parte civile con gli avvocati Cesare Cicorella, Manuela Scalia e Simona Cicorella.
IL PROCESSO
L’accusa contesta all’uomo – che ha confessato – anche la premeditazione e la stalking. L’arresto è avvenuto in flagranza e l’aggressione si è consumata sotto gli occhi di un testimone, perché sarebbe stato incapace di lasciarla libera dopo anni di assoluto controllo, anche sul fronte economico dopo che la 55enne ha perso il lavoro. L’avvocato Vito Di Graziano, difensore dell’imputato, ha chiesto la riunificazione del fascicolo aperto sempre a carico di Gerardi per violenza privata con il procedimento in corso. Richiesta rigettata dalla Corte.
«HO UCCISO MIA MOGLIE»
L’uomo, un siciliano d’altri tempi, che non accettava il distacco dopo quarant’anni di matrimonio, ammazzò Teresa con quindici coltellate. Poi si attaccò al cellulare e inviò una serie di messaggi ad amici e parenti, con poche ma inequivocabili parole, «ho ucciso mia moglie, adesso mi ammazzo io». Oggi dunque l’inizio del processo davanti alla Corte d’Assise (presieduta da Giuseppe Fazio); a metà dicembre l’avvocato Vito Di Graziano aveva ottenuto l’autorizzazione all’ingresso in carcere di uno psichiatra che ha già stilato una relazione sulle condizioni psichiche del cinquantottenne.
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