L’INIZIATIVA
Varese celebra Giacomo Matteotti
Convegno nell’anniversario del delitto. «L’uomo e il lavoro al centro del suo impegno: valori attualissimi»
“Giacomo Matteotti: i valori della nostra democrazia nel mondo del lavoro”. È questo il titolo (e tema) del seminario in programma giovedì 31 ottobre, con inizio alle ore 17, nella sede dell’Ordine dei consulenti del lavoro, in via Dante Alighieri 2. È organizzato appunto dall’Ordine dei consulenti del lavoro e da Ancl (Associazione nazionale consulenti del lavoro, unione provinciale di Varese), col patrocinio di Provincia, Comune di Varese e Fondazione di studi storici Filippo Turati.
IL PROGRAMMA
Sono previsti gli interventi e le relazioni di Giuseppe Nigro, presidente del Comitato provinciale per le celebrazioni del centenario del delitto Matteotti, Maurizio degl’Innocenti, presidente nazionale del Comitato per il centenario, presidente anche della Fondazione Filippo Turati e docente universitario di Storia contemporanea a Siena, e di Gaetano Veneto, avvocato, politico, giurista e docente universitario. A condurre il convegno, l’avvocato Caterina Cazzato, vice presidente provinciale del Comitato per le celebrazioni del centenario. La partecipazione (gratuita) consente di ottenere due crediti deontologici.
IL COMMENTO
Caterina Cazzato ripercorre così la figura di Matteotti, il valore attuale e l’importanza dell’appuntamento a Varese il 31 ottobre.
«L’onorevole Giacomo Matteotti (nato a Fratta Polesine il 22 maggio1885 e morto a Roma il 10 giugno 1924): ricordiamo il leader antifascista, il segretario del Partito socialista unitario, il pacifista, in mille strade e piazze, in tutt’Italia, e in altrettante pubblicazioni, per il suo martirio, per l’efferato omicidio e per la responsabilità politica, morale e storica di esso, di cui si dichiarò responsabile apertis verbis Benito Mussolini». Questa la premessa.
«La vita di Giacomo Matteotti è paradigma indiscusso di valore civile e di lotta per la difesa della libertà e della democrazia; altrettanto importante è ricordare attraverso quali interessi particolari sia realizzata la sua attività di politico e di amministratore locale, per comprendere quanto le sue idee siano tuttora vive e attuali. Riteniamo opportuno occuparcene nell’ambito del mondo del lavoro perché proprio l’uomo e il lavoro sono stati il fulcro dell’impegno sociale e politico di Giacomo Matteotti prima di rimanere travolto dalla barbarie fascista».
«Da politico - sottolinea Caterina Cazzato - senza cedere a compromessi ideologici, ha enunciato la centralità dell’uomo e del lavoratore nelle istituzioni, convinto della necessità di favorire l’istruzione per perseguire il progresso sociale ed economico dei singoli cittadini e contemporaneamente dell’intero Paese, convinto della necessità di regole di lavoro rispettose della dignità umana, da realizzare attraverso la tutela della salute, della sicurezza, del decoro».
«Da amministratore locale, con coerenza, ha agito per rendere le sue enunciazioni efficaci, avvalendosi delle categorie interpretative di socialismo territoriale e di democrazia orizzontale, incidendo significativamente sulle gerarchie sociali e politiche della sua epoca, basate su codici etici e di prestigio, per far emergere una concezione elevata di “politica”, intesa come pedagogia individuale e collettiva per una cittadinanza diffusa e inclusiva».
«Ecco allora - evidenzia Cazzato - l’importanza dell’attività sindacale, del contratto di lavoro, della correttezza e della trasparenza nei rapporti fra privati come nell’ambito delle attività istituzionali e, in particolare, l’attenzione allo strumento del bilancio statale e territoriale per il miglior uso delle risorse, da ricondurre sempre al principio di legalità: si tratta di valori, principi e criteri che permeano tuttora la vita dei cittadini, dei lavoratori e che rinveniamo nelle norme sul lavoro di ogni rango, dalla Costituzione ai codici deontologici».
«Con Matteotti, poi, il ruolo del “parlamentare” si delinea per il carattere rappresentativo delle istanze dei territori rappresentati; attraverso i suoi scritti e le sue azioni, il deputato Matteotti ci ha insegnato cosa significhi essere riformisti e moderati, al di là della demagogia e della propaganda. Matteotti, proprietario terriero, da parlamentare, si è fatto interprete dei bisogni dei più poveri del suo territorio, i contadini del Polesine, rimarcando quanto sia importante, per lo sviluppo dell’economia dello Stato, avere un Parlamento efficiente, quale strumento per migliorare, per mezzo di graduali riforme legislative, le condizioni sociali e civili dei cittadini, perseguendo, attraverso la tutela del lavoro, quel progresso materiale e spirituale per il quale egli stesso si è battuto eroicamente, è stato perseguitato e si è sacrificato con coraggio».
«Tematiche e prospettive assolutamente attuali anche alla luce degli studi che hanno sortito il premio Nobel per l’economia 2024, assegnato a Daron Acemoglu e Simon Johnson e James A. Robinson, proprio per le loro ricerche sul legame tra crescita e stabilità delle istituzioni. Queste ricerche hanno mostrato il legame tra istituzioni stabili che creano uno Stato di diritto pienamente funzionante e la prosperità economica; i tre economisti hanno analizzato le ragioni per cui la crescita economica si arresta in Paesi instabili o in cui la Pubblica amministrazione e la giustizia sono inefficienti o corrotte».
«Inoltre, l’apertura di Matteotti a concepire l’opportunità di agire, da parte dello Stato, in una dimensione di equilibrio europeo e di umana, libera e pacifica convivenza, ci consente di prendere atto di quanto sia risalente il percorso di realizzazione di un’entità’ europea utile a tutte le necessità degli Stati membri e di come una guerra della portata dei conflitti mondiali che hanno travolto anche l’Italia possa arrestare lo sviluppo economico e sociale per più generazioni».
«Pertanto, la disponibilità ad accogliere la celebrazione del centenario di Giacomo Matteotti non come evento politico ma per quello che è, un evento culturale elevato e trasversale, non può che essere sinonimo di civiltà e di attitudine alla crescita e all’affinamento delle risorse umane dei singoli e della comunità».
«Il Comitato provinciale Matteotti e il Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro si fregiano, pertanto, di poter riflettere su dette tematiche con due illustri studiosi di storia e di diritto del calibro di Maurizio Degl’Innocenti e di Gaetano Veneto» conclude la moderatrice del convegno.
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