URNE DEL 2027
Varese, centrodestra: l’ora del candidato sindaco
Stati generali della coalizione a fine febbraio. Nomi galleggianti. Occhio ai terzi incomodi
Spento il falò di Sant’Antonio, sarebbe dovuto accendersi quello degli stati generali del centrodestra a Varese. Un appuntamento, concordato già in autunno, dalle forze della coalizione, per gettare le basi del programma e soprattutto scegliere il candidato sindaco in vista delle urne cittadine del 2027. Ma è stato rinviato di un mese. Si terrà infatti a fine febbraio. Motivo dello slittamento? Qualche frizione in sede di discussione del bilancio in Consiglio comunale. Meglio lasciar decantare le tensioni. Le crostate di mele dopo due giorni si ammorbiscono.
IL PERIMETRO
Ora, gli stati generali sono tornati nell’agenda del centrodestra. Tra un mese la scadenza. Al tavolo, parteciperanno Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e i civici di Varese Ideale (costola locale di Lombardia Ideale che in Regione è capitanata da Giacomo Cosentino).
Una cosa è certa, anche perché gli interpreti di questo confronto se la sono detta: c’è da rompere gli indugi sul nome che andrà a competere nella corsa verso Palazzo Estense.
Il candidato sindaco dovrà essere ufficializzato e in campo già a primavera (quindi ad un anno o poco più dal voto amministrativo a Varese). Che aria tira, chi sono i papabili? La realtà è che i partner di centrodestra non hanno ancora esaminato nel dettaglio le singole ipotesi. Restano inoltre da capire chi avrà la primogenitura nel proporre un nome, che non vuole dire che poi sarà quello per forza, e se verrà dato il via libera ad una lista civica a sostegno e col nome del candidato.
EQUILIBRI PROVINCIALI
In questo discorso generale, entra l’equilibrio con le altre grandi città al voto in contemporanea: Busto Arsizio e Gallarate. In queste, potrebbe avvenire un’inversione di bandiera: Fratelli d’Italia potrebbe cedere Busto alla Lega e viceversa su Gallarate. Il capoluogo resterebbe quindi galleggiante. Ora, alcuni possibili candidati sono già noti, nell’aria. Luca Marsico, da indipendente, che però incontra la resistenza soprattutto di Forza Italia, essendo lui un ex uscito un po’ in polemica; Giuseppe Montalbetti e il consigliere regionale Luigi Zocchi nella file meloniane; Raffaele Cattaneo, sottosegretario a Palazzo Lombardia, che però non scalpita; una figura ancora indefinita nell’identità che tirerebbero fuori dal cilindro la Lega o Forza Italia.
Insomma, stati generali a fine novembre che si annunciano decisivi. Della svolta.
TERZI INCOMODI
Anche il centrosinistra deve sciogliere le riserve per il dopo Galimberti. Ma ha meno ansia di farlo, trovandosi nella condizione di non inseguire e di poter quindi vedere chi schiererà la corazzata avversaria.
Ma la partita non sarà solo a due. Si prospettano altri candidati, di cui si vocifera in città (senza nomi precisi). Ad esempio: che cosa farà Stefania Bardelli, ex vannacciana che ha sbattuto la porta del “Mondo al contrario”, leader del Movimento Angelo Vidoletti? E ancora: si materializzeranno i lavori sottotraccia per portare allo scoperto un candidato che diventi poi, in un eventuale ballottaggio, l’ago della bilancia (con tutti i vantaggi che ne conseguono)? Tante incognite. La nebbia comincerà a diradarsi tra un mese.
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