SICUREZZA
Vandali e coltelli: via Como e l’allarme degli studenti
L’Associazione Studenti si rivolge alla Prealpina e denuncia incursioni nello Spazio Giovani
Dopo l’accaduto di giovedì, in cui un trapper si è sentito libero di bloccare via Como a Varese senza autorizzazione per girare un videoclip, e soprattutto dopo circa 365 giorni di convivenza con «i soggetti molesti» che bivaccano sulla via, l’Associazione Studenti Varese e Provincia (ASVP) rompe il silenzio. Trasferitisi dodici mesi fa dalla storica aula Forzinetti al nuovo polo Spaziogiovani di via Como, gli studenti denunciano una quotidianità fatta di insicurezza e richieste d’aiuto rimaste inascoltate.
«Situazioni pericolose»
La loro testimonianza: «La via Como, si sa, gode purtroppo di una pessima fama in città, dovuta a scorribande notturne di soggetti molesti ed “esuberanti.” Soggetti che, a proprie spese, gli studenti dell’associazione hanno avuto il dispiacere di conoscere in questi 12 primi mesi di “convivenza”» si legge nel testo inviato a Prealpina. L’aula studio garantisce orario continuato tutti i giorni dalle 9 alle 23, una fascia lunga e difficile da gestire visto il contesto. «Gli orari serali molto spesso comportano situazioni sgradevoli e talvolta pericolose per gli studenti che quotidianamente frequentano i nostri ambienti - affermano gli studenti -. La sede precedente dell’associazione, nei pressi di piazza XX Settembre, era munita di cancello automatico con telecomando gestito da noi e, dopo le 20, si chiudeva in autonomia, permettendoci di gestire in sicurezza le entrate e le uscite. Ora, in quel di via Como, questa sicurezza degli studenti è venuta meno, poiché il cancello di tutto lo stabile ha visto parecchi inverni, è ricoperto di ruggine e ci costringe all’utilizzo di un lucchetto. Non averne uno automatizzato ci obbliga a tenerlo aperto fino all’ora di chiusura, per permettere agli studenti, che hanno gli orari più svariati, di avere comodo accesso. Quel cancello è tema dibattuto dal nostro ingresso nelle nuove aule, ma, in questo ultimo anno, non è mai stata paventata un’intenzione di messa in sicurezza. Perciò è capitato parecchie volte che gente di passaggio entrasse e non sempre con buone intenzioni».
I COLTELLI
«Nelle serate più burrascose e caotiche - proseguono -, dovute a lanci di bottiglie, urla e talvolta anche armi bianche brandite, diventa difficile per uno studente, soprattutto se ragazza e sola, fare quella via per tornare verso casa o la propria auto senza avere timore per la propria incolumità»
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