OBIETTIVO 2030
Varese e Como sostengono Lugano. Nuovo passo verso la “regione insubrica”?
“La Svizzera vista da sud” è il tema della candidatura della città elvetica a Capitale della Cultura: valorizzare «l’italianità diffusa»
Un asse che attraversa tre laghi, tre città e due Stati. Varese e Como uniscono visioni e progetti per sostenere la candidatura di Lugano – insieme a Mendrisio e Locarno – a Capitale svizzera della Cultura 2030. Un’idea che vuole continuare a percorrere la strada verso la trasformazione della regione insubrica in un laboratorio di cooperazione culturale, ambientale e sociale, capace di andare oltre i confini amministrativi per raccontare un territorio che vive da sempre di relazioni.
«LA SVIZZERA VISTA DA SUD»
Dell’idea di una candidatura congiunta, lanciata inizialmente dal presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e condivisa con le istituzioni lombarde e ticinesi, avevamo già parlato sulla Prealpina lo scorso novembre. Il 23 dicembre è arrivata la conferma del sostegno di Varese e Como alla candidatura luganese. Si legge nel messaggio del Municipio di Lugano – firmato dal sindaco Michele Foletti e dal segretario comunale Robert Bregy – con il quale viene presentato un primo dossier che ruota attorno a un tema centrale: «La Svizzera vista da sud». Qui entra in gioco il sostegno delle due città italiane, «dimostrazione del potenziale sia territoriale sia transfrontaliero del progetto».
AL CENTRO L’ITALIANITÀ DIFFUSA
Il programma della candidatura «propone un ecosistema culturale che integra tradizioni locali e innovazione globale, trasformando il sud in un laboratorio di nuove forme di partecipazione culturale e di riflessione sulle sfide contemporanee – si legge nel documento –. La prospettiva del sud offre una lente per rileggere la Svizzera di oggi, oltre il confine geografico e culturale, verso il multilinguismo e la capacità di conciliare visioni differenti». Inoltre, «si intende valorizzare l’italianità diffusa, mirando a federare al Ticino le comunità italofone in Svizzera. Una visione nuova della coesione nazionale poiché la lingua, in quanto espressione della cultura di un popolo, possiede la capacità di trascendere i confini territoriali e di aggregare comunità linguistiche anche di diversa origine e provenienza. L’italianità diventa così paradigma della diversità culturale che fa parte della storia svizzera e ne plasma, in un processo sempre in divenire, la sua contemporaneità».
SQUADRA UNITA
Il sostegno di Varese e Como nasce da una riflessione più ampia sulla “regione insubrica”, un territorio un tempo unito da lingua, commercio e cultura, poi diviso dai confini nazionali ma ancora oggi profondamente intrecciato. Una sfida complessa ma affascinante. Varese porta in dote il suo patrimonio Liberty, i parchi e le ville storiche, i Sacri Monti e la rete dei musei civici. Como offre la solidità del suo centro monumentale e la forza iconica del lago, mentre Lugano rappresenta la proiezione internazionale grazie al Lac, il grande centro di arte e cultura che già oggi collabora con realtà italiane. Tre identità differenti che, messe in rete, potrebbero costruire un unico sistema culturale insubrico, fondato su paesaggio, architettura, creatività e mobilità sostenibile. Un pretesto per rilanciare una cooperazione che già si esprime in diversi ambiti: dalla mobilità al turismo, dalla formazione universitaria alla valorizzazione del patrimonio ambientale. La sfida sarà quella di rendere la cultura il filo conduttore di una trasformazione duratura, capace di coinvolgere amministrazioni, associazioni, fondazioni e cittadini.
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