L’EVENTO
C‘è il Falò della Motta, Prealpina in diretta
Appuntamento con la tradizione e il folklore. Dalle 20.40 di venerdì 16 gennaio il “live”. Il messaggio dei Monelli
È il grande giorno, oggi, venerdì 16 gennaio, del falò di Sant’Antonio. La città si raduna intorno al fuoco in piazza della Motta. La catasta verrà data alle fiamme alle ore 21. Tra gli accensori, l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e il sindaco Davide Galimberti.
Col falò torna il rito dei bigliettini dei desideri da gettare nella pira ardente.
Viabilità e parcheggi
I cartelli indicano la chiusura al traffico, già da questa mattina, di piazza della Motta, via Carrobbio, piazza Monte Grappa e piazza Ragazzi del ’99 che saranno invase dalla bancarelle. Il Comune, per favorire l’accesso, ha disposto che oggi, per 24 ore, a partire dalle ore 7, saranno disponibili circa 300 parcheggi gratuiti al multipiano Sempione. Inoltre, si potrà parcheggiare gratuitamente nei circa 1600 posti presenti nelle aree verdi nella giornata di oggi, dalle 14 alle ore 20, e domani, sabato 17 gennaio, dalle 10 alle ore 20. La Prealpina seguirà con una diretta, dalle 20.40, sui canali Facebook, Instagram e Youtube.
Il messaggio dei Monelli della Motta
Di seguito il messaggio dei Monelli della Motta ai varesini, in occasione del Faló di Sant'Antonio.
«La tradizione del falò ha memoria ultra secolare e le cronache di inizio Novecento raccontavano quella “gran vampa” capace di illuminare la piazza, e i Monelli che tornavano carichi di legna per ravvivare il fuoco.Da allora ogni anno tra il 16 e il 17 gennaio la Motta torna ad essere ciò che è sempre stata: una piazza che raccoglie. Raccoglie i passi, le voci, i silenzi, e soprattutto raccoglie persone diverse, che per una sera si ritrovano attorno al fuoco. Il Falò di Sant’Antonio non è soltanto un rito: è un patto di comunità che si rinnova, un modo concreto per dire che Varese, quando vuole, sa stringersi. E’ importante allora il significato che scegliamo di dare a questo gesto: se il fuoco brucia il superfluo, allora che bruci anche l’indifferenza lasciando spazio alla solidarietà, al farsi prossimi senza clamore, “con il cuore”. Nel giorno di Sant’Antonio, tra l’accensione del Falò, la benedizione degli animali e dei pani, e il lancio dei palloncini che recano i desideri espressi dai bimbi, ciascuno porta qualcosa: un desiderio, una speranza, a volte una fatica. E se è vero che nel fuoco finiscono i biglietti, è altrettanto vero che fuori dal fuoco deve cominciare l’impegno: accorgerci di chi resta indietro, sostenere chi fa servizio, trasformare la festa in un’occasione di aiuto reale.Chiunque si reca al banco gastronomico dei Monelli della Motta a lato della chiesa degustando la mitica salamella, acquistando i nostri dolci e i biglietti della lotteria è parte di questo aiuto reale perché l’intero ricavato viene destinato ogni anno a concrete iniziative di solidarietà: quest’anno beneficiarie sono le associazioni la ‘comunità Il pezzettino’ e ‘Il Millepiedi ASD’Chiediamo allora a Sant’Antonio di aiutarci ad essere sempre di più una comunità che non si celebra soltanto, ma si prende cura. Buona festa di Sant’Antonio 2026».
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