LA STRADA
Disastrata e dimenticata: l’agonia di via Prati, residenti esasperati
Varese, cittadini costretti a sistemare le buche come possono: «Aspettiamo da nove anni»
C’è un caso via Prati a Varese. Qui, tra buche riaperte e detriti trascinati dalle ultime piogge, la pazienza dei residenti è finita. «Non chiediamo miracoli, solo di poter arrivare alle nostre proprietà senza rischiare di rompere la macchina o slogarci una caviglia», lamentano. La vicenda di questa strada è lunga quasi quanto le crepe nell’asfalto e piena di promesse a metà.
Nove anni d’attesa inutile
Era il 2016 quando un gruppo di cittadini fu tra i primi a bussare alla porta del neoeletto sindaco Davide Galimberti: «Ci ricevette subito - ricordano - e ci disse che la nostra situazione sarebbe stata presa in considerazione. Oggi, dopo nove anni, la strada è nelle stesse condizioni, se non peggiori».
L’intervento parziale
Un intervento, in effetti, ci fu. Ma solo uno, e parziale. Le buche furono “tappate” più per emergenza che per risolvere davvero il problema, e nel giro di pochi mesi si riaprirono come ferite non curate: «Ogni volta che piove un po’ più del normale, la strada si sgretola ai bordi - raccontano -. L’acqua scende veloce, trascina via tutto e lascia buche sempre più profonde. Adesso, in certi punti, non si riesce nemmeno a passare con l’auto».
Assi di legno e secchi di ghiaia
Non, non è il remake bosino di «Pomi d’ottone e manici di scopa». Le piogge torrenziali delle scorse settimane hanno trasformato il tratto in un percorso a ostacoli. L’acqua, mista a fango e sassi, ha eroso la carreggiata e in alcuni tratti l’asfalto ha letteralmente ceduto. I cittadini, di fronte all’ennesimo silenzio del Comune, si sono organizzati da soli: assi di legno per coprire le buche, qualche secchiata di ghiaia per tentare di raddrizzare il percorso. «Il Comune si è limitato a mettere dei cartelli che segnalano il pericolo , ma non possiamo aspettare che qualcuno si faccia male. È diventata una questione di sicurezza, non solo di decoro». In passato si era anche ipotizzato che il tratto potesse avere una natura «non del tutto pubblica», una di quelle situazioni un po’ ibride che spesso rallentano i tempi e scaricano le responsabilità. Ma la questione pare essere stata archiviata da tempo: lo testimonia lo stesso intervento comunale effettuato anni fa, a dimostrazione del fatto che, all’occorrenza, si può e si deve provvedere. La zona, peraltro, non gode di buona fama.
Una discarica a cielo aperto
È la stessa dove, da anni, vengono abbandonati rifiuti di ogni genere: sacchi di immondizia, vecchi mobili, talvolta persino elettrodomestici. Un angolo dimenticato che, secondo i residenti, «se la strada fosse pulita e percorribile scoraggerebbe anche chi viene qui solo per scaricare rifiuti - dicono i residenti -. Invece sembra che più è degradata, più venga ignorata». Oggi via Prati è diventata il simbolo di una promessa non mantenuta. Quelle assi di legno sistemate alla meglio, sono il richiamo a ciò che dovrebbe fare l’amministrazione: «Non vogliamo finire nel dimenticatoio - concludono -. Abbiamo diritto anche noi a una strada degna di questo nome».
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