IL RAGGIRO
Il trattore di papà in vendita. Ma è una truffa
Giovane piazza online il veicolo, il titolare di un’azienda agricola del Varesotto effettua i bonifici ma il mezzo non arriva. L’appello conferma: sei mesi al truffatore
Sembrava davvero un affare poter pagare, seppur di seconda mano, un trattore del valore di 50mila euro, dieci volte di meno. Ma un affare non è stato per il titolare di un’azienda agricola di un paese della zona dei laghi varesini. Anzi, si è rivelato un flop. Di più, una truffa in piena regola. L’annuncio online che lo aveva attratto era una finta promessa. Un raggiro come se ne sentono tanti di quel tempo. Ma, si sa, «tanto capita sempre agli altri, figurati se mi succede…». Invece no, è capitato proprio a lui. Vatti a fidare del furbetto, pardon, del truffatore di turno.
TRUFFATORE INDIVIDUATO E CONDANNATO
Alla fine, è stato individuato: un ventottenne calabrese residente in Veneto che aveva usato Kijiji.it (che ha nel frattempo cessato di esistere come portale autonomo confluendo nell’app e sito di Subito.it) per spillargli oltre 5.200 euro. La Quarta sezione penale della Corte d’Appello di Milano, che ha confermato la sentenza del Tribunale di Varese, lo ha condannato a sei mesi di reclusione e a restituire l’intero importo sborsato online per il pagamento di un trattore mai arrivato a destinazione. All’inizio, sembrava tutto a posto.
I BONIFICI
L’acquirente aveva avuto rassicurazioni sul buono stato del mezzo e sull’esistenza di una carta di circolazione in regola. Per cui non aveva esitato a effettuare un bonifico di 2 mila euro a titolo di acconto sull’Iban indicato dal presunto venditore. Il giorno fissato per l’arrivo del mezzo, era arrivata della chiamata dal Veneto che il camion che trasportava il trattore si era fermato a metà strada perché la banca del venditore gli aveva comunicato che non era arrivato nessun bonifico. Che fare? Il truffatore aveva rilanciato chiedendo una ricarica su una Postepay dell’importo mancante. Detto, fatto e pagato. Ma ancora una volta del Veneto si era tergiversato, anche perché - questo era stato comunicato - nessuna ricarica non risultava caricata. Per questo, dopo un succedersi di telefonate, il trattore era ritornato da dove era partito.
IL TELEFONO MUTO
Da quel momento in avanti, il silenzio. Nel senso che il telefono del truffatore è rimasto sempre muto e che, nel giro di poche ore, l’annuncio del trattore è sparito dalla piattaforma online. Come se nulla fosse. Magra soddisfazione: i pagamenti erano tracciabili e il truffatore, che aveva messo in vendita il trattore all’insaputa di suo padre, legittimo proprietario del veicolo, è stato identificato.
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