LA REAZIONE
L’assessore dice no al bolawrap, la polizia locale protesta
Varese, dura presa di posizione del sindacato Sulpm Diccap contro Catalano. Chiesto un confronto con l’amministrazione
Il no alla mozione per dotare la polizia locale di Varese del bolawrap, strumento non letale per immobilizzazione a distanza, scatena la reazione del sindacato che esprime «profondo e crescente malcontento». La bocciatura della mozione della leghista Barbara Bison e le motivazioni addotte dall’assessore alla Polizia Locale, Raffaele Catalano, secondo il Sulpm Diccap, «non tengono conto dell'evoluzione concreta in numerosi comandi italiani, dove Taser e BolaWrap sono già operativi con successo per gestire situazioni ad alto rischio, riducendo il contatto fisico e tutelando sia gli agenti che i cittadini».
La richiesta di confronto
Il sindacato sottolinea come la polizia locale varesina sia «quotidianamente impegnata in attività di tutela della pubblica incolumità e dell’ordine pubblico», contestando alcune affermazioni fatte da Catalano nei mesi scorsi auspicando «un confronto urgente e concreto con l'amministrazione per rivalutare l'adozione di strumenti di autotutela, riconoscere pienamente il valore operativo della Polizia Locale, risolvere le criticità strutturali (a partire dal problema antincendio) e procedere alla revisione delle dotazioni esistenti, nell'interesse esclusivo della sicurezza degli agenti e dei cittadini di Varese».
LEGA: «GIUNTA MIOPE»
«Evidentemente per l’Amministrazione di sinistra la sicurezza operativa della Polizia locale è una questione di serie B, come dimostra la bocciatura della mozione sul bolawrap – dichiara l’eurodeputata bustocca della Lega Isabella Tovaglieri –. In un quadro di ordine pubblico delicato, è fondamentale mettere gli agenti nelle condizioni di gestire le situazioni ad alto rischio attraverso l’impiego di strumenti efficaci e all’avanguardia, come già avviene con successo nei comandi di diverse città italiane. Un grazie ai sindacati della PL che hanno sostenuto la proposta di buonsenso della Lega, tesa a tutelare, oltre all’incolumità degli agenti, anche la sicurezza dei cittadini».
Sul caso si è espressa anche la capogruppo della Lega Barbara Bison, firmataria della mozione bocciata in Aula. «Ancora una volta, come già avvenuto in sede di bilancio, l'Amministrazione comunale ha rigettato la proposta di dotare di idonei strumenti di difesa la nostra la polizia locale, che sempre più spesso si trova a dover intervenire in situazioni critiche a tutela del territorio e dei cittadini. È la prova di quanto questa giunta sia miope e non comprenda l’importanza del ruolo che gli agenti ricoprono nella sicurezza cittadina. Ribadiamo nuovamente il nostro rispetto verso gli agenti, li ringraziamo per il loro lavoro e continueremo a lottare per loro in consiglio comunale».
«Le decisioni assunte negli ultimi anni dall’assessore alla Polizia locale e dalla giunta di sinistra non trovano né spiegazione né ragionevolezza – conclude il segretario della Lega Varese, Marco Bordonaro –. Il Comune continua a non fare la propria parte: da un lato non si procede con nuove assunzioni, indispensabili per garantire un presidio efficace e capillare del territorio, dall’altro si persiste nel non voler dotare gli agenti delle attrezzature adeguate. Un approccio che non solo è incomprensibile, ma che danneggia l’intera comunità».
IL COMUNICATO DEL SULPM DICCAP
Il SULPM DiCCAP – Sezione Provinciale di Varese esprime profondo e crescente malcontento per la bocciatura, avvenuta nella seduta consiliare del 17 marzo 2026, della mozione presentata dalla consigliera Barbara Bison (Lega) per dotare la Polizia Locale di Varese del BolaWrap (o “Bolas”), strumento non letale di immobilizzazione a distanza. L'Assessore alla Sicurezza Raffaele Catalano ha motivato il no citando rischi di lesioni da uncini metallici, assenza di protocolli sanitari nazionali uniformi e vuoti normativi, rimandando a un quadro ministeriale più definito e sottolineando le dotazioni già presenti: bastone estensibile, spray al peperoncino (o urticante), giubbotti antitaglio, manette e cuscini per TSO. Pur comprendendo le cautele, tali posizioni non tengono conto dell'evoluzione concreta in numerosi comandi italiani, dove Taser e BolaWrap sono già operativi con successo per gestire situazioni ad alto rischio, riducendo il contatto fisico e tutelando sia gli agenti che i cittadini.
A livello nazionale: Taser: in dotazione a Milano, Roma, Firenze (e vari comuni toscani), Domodossola, Cantù (dal 2024), Monfalcone, San Donà di Piave e molti enti medio-piccoli con sperimentazione semestrale dal 2025. BolaWrap: operativo a Pavia (settembre 2025, 4 dispositivi e 12 agenti formati), Bologna (dal febbraio 2026), Modena, Castelfranco Emilia, Genova (sperimentazione dal 2021-2022). In provincia di Varese: Busto Arsizio (approvato nel 2026 con 2 dispositivi) e Arcisate. Il malcontento si aggrava ulteriormente per le dichiarazioni reiterate dell'Assessore Catalano, che appaiono in netto contrasto con il ruolo operativo quotidiano della Polizia Locale e con le norme comunali stesse: nel febbraio 2025, affermando “che senso avrebbe, infatti, dotare di cani antidroga agenti che non possono compiere controlli antidroga?” (smontando palesemente la capacità di intervento su stupefacenti); e il 17 marzo 2026, sostenendo “alle forze di polizia spetta il compito istituzionale di tutelare l’incolumità dei cittadini, sappiamo tutti che la polizia locale non è una forza di polizia”. Queste affermazioni ignorano quanto espressamente previsto all’art. 1, comma 3, lettera a) del Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Varese, che definisce il regolamento come contenente norme per regolare la sicurezza urbana e la pubblica incolumità – compiti principali e istituzionali della Polizia Locale. Ignorano altresì l’attività concreta svolta dagli agenti: controlli in parchi, stazioni e zone degradate, sequestri per uso/spaccio personale, supporto a indagini coordinate con la Procura. 2026_037 Solo per citare un esempio recentissimo, nella settimana scorsa (lunedì 2 marzo 2026) al supermercato Carrefour di via Cavour a Varese, gli agenti della Polizia Locale sono intervenuti su un episodio di rapina impropria: un 27enne residente a Bisuschio ha tentato di rubare due lattine di Red Bull, è stato fermato dal vigilante, lo ha aggredito (causandogli lesioni guaribili in 5 giorni) e gli agenti hanno proceduto all’arresto per rapina impropria e lesioni. Il giudice ha convalidato l’arresto il giorno successivo, disponendo l’obbligo di firma quotidiano. Questo intervento dimostra ancora una volta il ruolo attivo e diretto della Polizia Locale nella repressione di reati predatori e nella tutela immediata dell’incolumità pubblica. Nel 2025, a livello nazionale, la Polizia Locale ha intensificato operazioni antidroga con risultati tangibili: Genova: 80 agenti e unità cinofile; 17 arresti e 20 misure cautelari (novembre 2025). • Roma: maxi sequestro di 170 kg di stupefacenti (ottobre 2025). Vicenza: 95 operazioni, oltre 5.000 controlli e 1.300 dosi sequestrate. Modena, Rimini, Falconara Marittima, Venezia e altre: sequestri multipli e utilizzo di unità cinofile.
A Varese, il bilancio 2025 evidenzia oltre 7.000 chiamate alla centrale operativa, 47 Daspo urbani, 209 controlli antidegrado e sinergie con le altre Forze di Polizia, confermando un presidio reale per l'incolumità pubblica. In particolare, il malcontento raggiunge il culmine a seguito del grave problema di sicurezza antincendio emerso durante un recente esercizio antincendio presso il Comando: assenza di un impianto di allarme funzionante e di vie di fuga adeguate negli uffici e spogliatoi, con ricorso a una tromba da stadio in emergenza – soluzione inefficace e non conforme al D.Lgs. 81/2008 e alle norme antincendio. Tale situazione espone inutilmente gli operatori a rischi immediati per la salute e la sicurezza, e richiede interventi urgenti e non procrastinabili. Alla luce di quanto sopra, il SULPM DiCCAP chiede espressamente una revisione complessiva di tutte le dotazioni attualmente in uso per la Polizia Locale di Varese, tra cui: Bastone estensibile (strumento di autotutela consentito dalla normativa regionale lombarda). GAP (giubbotto antiproiettile/antitaglio, essenziale per servizi delicati). Caschi (per la protezione del capo in interventi ad alto rischio o manifestazioni). Manette (strumenti di coazione fisica per fermi e accompagnamenti coatti). Cuscini per TSO (dispositivi di protezione per interventi di Trattamento Sanitario Obbligatorio Queste dotazioni necessitano di una verifica aggiornata in termini di efficacia, manutenzione, formazione e integrazione con eventuali nuovi strumenti non letali, per garantire la massima sicurezza operativa. Ricordiamo inoltre che, quando la Polizia Locale viene richiesta al Consiglio comunale, si tratta di garantire l’ordine pubblico; così come avviene per gli sgomberi di occupazioni abusive o situazioni di degrado; e come tra pochi giorni accadrà, saremo chiamati a presidiare i seggi elettorali per assicurare regolarità e sicurezza del voto. Questi compiti dimostrano chiaramente che la PL di Varese è quotidianamente impegnata in attività di tutela della pubblica incolumità e dell’ordine pubblico. Di fronte a questo quadro complessivo – rifiuto di strumenti moderni di autotutela, sminuimento sistematico del ruolo della categoria e persistenti carenze sulla sicurezza sul lavoro – il SULPM DiCCAP medita seriamente l'apertura dello stato di agitazione, quale strumento per tutelare gli interessi professionali, la dignità e la sicurezza degli operatori. In conclusione, chiediamo un intervento diretto del Comandante del Corpo di Polizia Locale in risposta al nostro operato quotidiano, affinché venga riconosciuto e valorizzato il contributo essenziale degli agenti alla sicurezza della città, in linea con le norme comunali e con le aspettative dei cittadini. Il Sindacato auspica un confronto urgente e concreto con l'Amministrazione per rivalutare l'adozione di strumenti di autotutela, riconoscere pienamente il valore operativo della Polizia Locale, risolvere le criticità strutturali (a partire dal problema antincendio) e procedere alla revisione delle dotazioni esistenti, nell'interesse esclusivo della sicurezza degli agenti e dei cittadini di Varese.
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