SUL PALCO
«Vi spiego il cabaret»: Oreglio racconta, Varese applaude
Il cabarettista e musicista al Miv: «Ridere e comicità non si equivalgono»
C’è una differenza tra “ridere” e “comicità” e a spiegarla è Flavio Oreglio. Classe 1958, è cabarettista, musicista, scrittore e umorista con alle spalle ampie tournée e noto al grande pubblico per la partecipazione a Zelig. Oreglio è stasera, lunedì 9 febbraio, in scena al Miv di Varese con “Si fa presto a dire cabaret…”, uno degli appuntamenti di “Cab Story”, format di serate in cui riversa la sua vasta esperienza per portare sul palcoscenico l’analisi di cos’è veramente il cabaret.
LA VERA NATURA DEL CABARET
«Faccio parte del mondo del teatro da oltre trent’anni - ha dichiarato Oreglio - e ho accumulato moltissimo materiale riguardo al cabaret e al teatro ed è proprio dal mio archivio personale che ho iniziato a scrivere questa storia, chiedendomi cos’è il cabaret». Tra aneddoti e racconti di personaggi straordinari, ma anche di palcoscenici che hanno visto la storia dell’intrattenimento, Flavio Oreglio smentisce diversi errori e false convinzioni molto diffuse. Ad esempio, presenta la differenza tra “varietà” e “cabaret”, con il primo elemento animato dalla comicità e il secondo costituito da una forma di esibizione improntata all’espressione di un’indole di ribellione che si manifesta in ricerca dell’innovazione artistica. Oreglio, dopo anni di studi su fonti e documenti, ha tracciato una storia del cabaret e ne propone una definizione come format che racchiude varie forme di espressione, tra cui la musica. Un format, e non un genere, che però non esiste più. Secondo Flavio Oreglio, oggi sopravvive la comicità e, in particolare, la comedy revolution. L’artista precisa però che “ridere” e “comicità” non si equivalgono e sovrappongono. Il riso è una componente molto ampia, che racchiude anche il sarcasmo, l’insulto e altri aspetti. La comicità si ha solo quando le persone ridono delle parole dette.
IL CABARETTISTA
Con la consulenza artistica di Maurizio Castiglioni, dopo le numerose date con lo stesso format svolte al Caffè Teatro di Samarate, Flavio Oreglio calca il palco del MIV di Varese con uno spettacolo da cui trasuda una competenza guadagnata con l’esperienza di quarant’anni a contatto con il pubblico. Nelle sue moltissime esibizioni, Oreglio ha potuto saggiare con mano le varie sfaccettature dell’umorismo e della comicità, ma anche di varie forme dell’arte dell’esibizione. Il cabarettista è noto al grande pubblico per la sua anima comica, espressa soprattutto nelle varie partecipazioni, a partire dal 2000, a programmi come Zelig e Mai dire martedì. Nella sua carriera, però, ha avuto una grande importanza la musica che, ad esempio, lo ha portato a collaborare anche con Aldo, Giovanni e Giacomo per gli aspetti musicali dei film “Ritorno al gerundio” (1993), Aria di tempesta (1994) e lo spettacolo “Tel chi el telùn” (1999). Pianista, chitarrista e cantautore, ha vinto il Premio Rino Gaetano e pubblicato 9 album. È co-fondatore del progetto musical-teatrale Musicomedians, insieme al cantautore Luca Bonaffini, con cui offrono una riscoperta in chiave moderna dello spirito originario del cabaret.
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