SUL PALCO
Terapia collettiva sul palco: Andreoli porta “La mente in scena”
Al teatro Intred di Varese il monologo a due voci della psicoterapeuta con l’attrice Alice Redini: «Le vite umane non le salvi dicendo cosa fare, ma restando»
Un Teatro di Varese gremito ha accolto questa sera, venerdì 16 maggio, Stefania Andreoli e il suo spettacolo “La mente in scena”. Non una semplice rappresentazione, ma una “terapia” collettiva che ha trasformato il palco nel lettino dello psicanalista. Protagonista Helena, una giovane donna con disturbo borderline, la cui valigia piena di dolore è diventata lo specchio in cui il pubblico si è riflesso. Tra temi forti come il cutting e il love bombing, la psicoterapeuta e l’attrice Alice Redini hanno abbattuto ogni tabù sul disagio mentale.
Il teatro come cura
La serata ha dimostrato che il teatro può curare: non come un “reset” rapido per menti impallate, ma come uno spazio per imparare a soffrire e a guardarsi dentro. «Perché borderline alla fine, come dice la parola, è come vivere sull’orlo, sulla lama di un ponte, di un’idea. La fragilità non è una crepa da chiudere, ma un varco da attraversare». Un successo di presenze e di emozioni che si riassume in un messaggio: «Le vite umane non le salvi dicendo cosa fare, ma restando. Il contrario della fragilità non è la forza, ma la compagnia».
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