IL CASO
Varese, supermercati al freddo: dipendenti in protesta
La denuncia del sindacato Fisascat Cisl dei Laghi
La Fisascat Cisl dei Laghi continua a ricevere «numerose segnalazioni da parte delle lavoratrici e dei lavoratori della Grande distribuzione moderna e organizzata costretti a svolgere il proprio lavoro in punti vendita caratterizzati da temperature rigide e da una climatizzazione del tutto insufficiente. Una situazione che non può più essere minimizzata né giustificata».
Inizia così la nota diramata oggi, venerdì 9 gennaio, dal sindacato dove da giorni sono «impegnati a dover segnalare un problema che si è puntualmente ripresentato trasversalmente sui territori di Varese e Como e su quasi tutte le catene della grande distribuzione».
«Che si tratti di una scelta dettata dalla tutela dei bilanci o, al contrario, di problemi di manutenzione degli impianti, la solfa non cambia - dichiara il segretario generale della Fisascat Cisl dei Laghi Giuseppe D’Aquaro -. Dicembre e gennaio sono mesi freddi, lo sono sempre stati, e non rappresentano certo una novità improvvisa o imprevedibile. È quindi dovere del datore di lavoro farsi trovare pronto, programmare gli interventi necessari e garantire condizioni di lavoro adeguate. Si ostenta precisione scientifica nel negare o forzare il godimento di ferie e permessi in base al flusso previsto di clientela e si scivola sulla capacità di prevedere che in inverno faccia freddo. L’improvvisazione, quando riguarda la salute delle persone, non è un’opzione».
Resta il fatto che «ancora una volta, alla salute dei dipendenti la Grande distribuzione sembra preferire la salute dei conti economici - rimarcano nella nota -. Se gli impianti non funzionano, non vengono manutenuti o non vengono potenziati, non è una fatalità: è una responsabilità. E a pagarne il prezzo sono sempre le lavoratrici e i lavoratori, lasciati al freddo mentre i grandi marchi continuano a macinare fatturati».
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