INTERVISTE
15 domande a Michele Forzinetti
Il ventiseienne che ha trascorso una settimana sul cipresso numero 9 dei Giardini Estensi

Eccolo Michele Forzinetti, il ventiseienne che ha trascorso una settimana sull’ormai famoso cipresso numero 9 per protestare pacificamente contro la decisione della giunta comunale di tagliare 16 cipressi dei Giardini Estensi di Varese (taglio rimandato al 2015). Una settimana movimentata di parole e gesti, che ha attirato l’attenzione della stampa nazionale e trasformato i Giardini in un luogo di pellegrinaggio e raccolta firme. Michele ha persino ricevuto i saluti e la solidarietà di Julia Butterfly Hill, l’ambientalista statunitense che tra il 1997 e il 1998 rimase 738 giorni su una sequoia per impedirne l’abbattimento. Atleta, arrampicatore e viaggiatore, Michele insegna ginnastica artistica e acrobatica (è laureato in scienze motorie), ma sin dai tempi del Liceo classico allena anche la mente con la poesia. E infatti è una delle colonne portanti della formazione varesina di «Carovana dei versi, poesia in azione» della casa editrice abrigliasciolta.
Un aggettivo che descriva il suo carattere
Determinato.
Cosa cambierebbe del suo aspetto?
Gli occhi, da piccolo li avevo chiari poi sono scuriti crescendo.
A cosa non rinuncerebbe mai?
Alla minestra di cipolle di mia madre dopo un bagno caldo e un libro, la sera, quando d’inverno torno dalla montagna.
Tra i suoi buoni propositi qual è il più ricorrente?
Dichiararmi a una ragazza in particolare a cui mai ho trovato il coraggio di parlare fin dal liceo.
I soldi sono...
Un tranello.
Di cosa ha paura?
Di smettere di sognare e trovarmi un estraneo allo specchio.
Che cosa detesta?
La mancanza di compassione delle persone verso ogni forma di vita.
Il suo rapporto con la religione.
Non credo in niente di consolidato o descritto dagli uomini.
Con chi le piacerebbe uscire a cena?
Con Tiziano Terzani, Nietzsche e Saffo.
Dove vorrebbe vivere?
Dove capirei che è il mio posto, non in un luogo presente sulle mappe.
Che cosa non manca mai nel suo frigorifero?
Frutta e composta di mele.
Se fosse sindaco come migliorerebbe la sua città?
Istituirei riunioni mensili aperte a tutta la cittadinanza con libertà d’intervento.
Il suo libro/film/disco preferito?
«Anatomia dell’irrequietezza» di Bruce Chatwin, «Bronson» di Nicolas Winding Refn, tutto Miles Davis.
Cosa la rende felice?
Ubuntu, un’espressione africana che significa noi siamo. Se chi è intorno a me non soffre, sono felice.
L’ultimo pensiero del giorno.
Gutta cavat lapidem
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