TRADIZIONI
A Gallarate la strega brucia in streaming
E in cinquecento si fanno consegnare a casa il classico risotto con la luganega
La pandemia e le restrizioni, anche quest’anno, non hanno fermato la voglia di portare avanti un appuntamento importante e sentito in città come la Giöbia. E questa sera, giovedì 27 gennaio, in tanti hanno seguito la diretta streaming dal campo dell’oratorio di Arnate. E in più di 500 hanno ordinato un piatto di risotto e luganega da asporto nei ristoranti gallaratesi.
Il falò
Il giorno della Giöbia è arrivato. E, come già nel 2021, alle 20, in diretta sul canale YouTube della Comunità Pastorale Maria Regina della Famiglia e sulla pagina Facebook della Pro Loco è iniziata la serata. La vecchia, allestita al centro del campo dell’oratorio di Arnate, fa bella mostra di sé ed è pronta per essere bruciata. Alla base, oltre alla casse di legno, ci sono gli scatoloni con i pensieri dei più piccoli coperti da un vestito. Come saliranno le fiamme? Una domanda fondamentale perché, come vuole la tradizione, da questo dipendono le sorti dell’anno. Il sindaco Andrea Cassani e monsignor Riccardo Festa, fiaccole alla mano, si avvicinano alla Giöbia. Poco per volta, le fiamme avvolgono il fantoccio e salgono alte verso il cielo. Manca Re Risotto, ovvero Pietro Tenconi (scomparso lo scorso agosto) a commentate l’andamento del falò ma l’esito è positivo.
Risotti da asporto
Giöbia non vuol dire solo falò. La Pro Loco infatti, in collaborazione con i ristoranti gallaratesi, non ha voluto rinunciare al piatto tipico della tradizionale: il risotto con la luganega. Come? Grazie al Naga sono stati coinvolti dodici ristoranti gallaratesi che, su ordinazione e da asporto, hanno preparato 500 piatti di risotto. Ogni ristorante ha proposto il suo specialissimo risotto, accompagnato da un dolcetto; ogni menù costa 10 euro ed un euro verrà devoluto in beneficenza alla comunità pastorale Maria Regina della famiglia.
Tradizioni vive
«Grazie per far vivere queste tradizioni» ha dichiarato il sindaco Andrea Cassani «tutti ricordano Pietro Tenconi, nella figura di Re Risotto, i suoi commenti su come bruciava il fantoccio, era una figura storica a cui stasera rivolgiamo un pensiero». Immancabile un ringraziamento alla Pro Loco ed ai volontari dell’oratorio «che rendono possibile questo appuntamento». Pensiero condiviso anche dall’assessore alla cultura Claudia Mazzetti, che evidenzia come «è fondamentale portare avanti le nostre tradizioni e radici soprattutto per i più piccoli che sono sempre stati affezionati a questa serata». Ma quest’anno, anche con i cambiamenti «hanno trovato il modo di partecipare» ricorda Mazzetti.
Come? Con dei biglietti, posizionati nelle scatole, che sono stati bruciati «per esorcizzare il brutto e lasciare spazio al positivo e al bello».
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