AMBIENTE
A Sant'Antonino una "culla" delle alborelle
Al depuratore di Lonate Pozzolo il progetto promosso da Alfa
Un impianto di depurazione può trasformarsi da semplice presidio tecnologico a culla per la biodiversità. È questa la scommessa di “alBIOrelle”, il progetto di simbiosi industriale nato dalla collaborazione tra Alfa, Gruppo Cap, Politecnico di Milano e Istituto Spallanzani.
L’iniziativa punta a trasformare l’acqua depurata in una risorsa per il ripopolamento ittico. Nel depuratore di Sant’Antonino Ticino, Alfa ha allestito due vasche dove le alborelle crescono immerse nell’acqua in uscita dal processo di trattamento. Qui, sotto rigoroso controllo scientifico, si monitorano i parametri biologici dei pesci per garantirne l’idoneità al rilascio in natura.
Un modello analogo è stato attivato da Gruppo Cap a Canegrate, validando un sistema replicabile su vasta scala. L’obiettivo è salvare una specie simbolo dei nostri laghi e fiumi, oggi a rischio estinzione a causa di inquinamento, specie invasive e degrado degli habitat. Una volta adulte, le alborelle saranno liberate nei corsi d’acqua superficiali, restituendo vita agli ecosistemi fluviali. Con "alBIOrelle", la depurazione smette di essere solo un servizio e diventa un laboratorio di sostenibilità capace di rigenerare il territorio.
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