IL DELITTO
Andrea ucciso «per i soldi facili»
Omicidio Bossi: le motivazioni della condanna all’ergastolo di Carolo e Caglioni
L’unico movente dell’omicidio di Andrea Bossi «è quello economico, la ricerca di soldi facili peraltro non destinati al proprio sostentamento, potendo loro contare sui genitori e sui nonni»: volevano fare la bella vita. Ne escono a pezzi Douglas Carolo e Michele Caglioni Marangon dalle motivazioni con cui a dicembre vennero condannati all’ergastolo. «Non hanno tenuto un comportamento processuale corretto», «non c’è stata sincera resipiscenza», «hanno fornito dichiarazioni marcatamente inattendibili», scrive il giudice Daniela Frattini nelle novantaquattro pagine depositate ieri. Gli avvocati Vincenzo Sparaco, Matteo Rona e Nicolò Vecchioni da oggi si prepareranno per affrontare la Corte d’Assise d’Appello di Milano.
Entrambi responsabili
La corte d’assise, presieduta dal giudice Rossella Ferrazzi, non ha dubbi sulla pariteticità dei ruoli nel delitto commesso il 26 gennaio 2024 nell’appartamento di via Mascheroni in cui Bossi viveva dalla primavera: la dinamica dell’aggressione, così come ricostruita dal medico legale, le condizioni del cadavere - scoperto dal padre dodici ore dopo il decesso - e le tracce ematiche analizzate dai carabinieri depongono in tal senso.
«Nessuna lesione da difesa è stata riscontrata in sede autoptica. Bossi è stato aggredito dai due imputati in contemporanea» viceversa sarebbe inspiegabile «l’assenza di reazioni della vittima, anche solo di urla» che i vicini - infastiditi dal trambusto - avrebbero udito. Il ventiseienne venne ucciso con una coltellata alla giugulare, successiva o coeva alle lesioni al volto, provocate a colpi di pentola (rinvenuta sulla scena del delitto). Andrea sopravvisse per un tempo che va dai cinque ai dieci minuti, durante i quali gli imputati «sono rimasti insieme in assoluto silenzio chiusi nell’appartamento», nessuno dei due si dissociò chiedendo aiuto neppure potendo approfittare della visita della vicina, che aveva suonato al campanello per lamentarsi del baccano.
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