LA PROPOSTA
Ponti: «Pronto a rilevare il 10% di Varese»
L’imprenditore di Angera lancia l’offerta alla società biancorossa
Gianfranco Ponti bussa alla porta della Pallacanestro Varese proponendosi come primo socio extra a “Varese nel Cuore”. L’imprenditore di Angera rimette sul piatto, con disponibilità immediata, la possibilità di acquisire il 10% delle quote del capitale della società del presidente Vittorelli, spiegando il suo “no” dello scorso giugno attraverso un passaggio tecnico.
«Giusto precisare che lo scorso giugno, quando mi è stato chiesto se sarei entrato nel capitale societario, ho risposto no perché era scaduta la mia opzione di acquisto, dunque non ne avevo più il diritto. Forse non mi sono spiegato bene, ma ciò non significa che Ponti se ne va: se la Pallacanestro Varese dovesse considerare ancora valido il preaccordo del dicembre 2019, che per varie vicissitudini non è stato concretizzato, e dovesse offrirmi nuovamente la possibilità di entrare in società, sarei pronto a farlo anche domani mattina».
È una decisione legata all’ipotesi di un ingresso in società di Luis Scola?
«La mia volontà prescinde dalla possibilità che si concretizzi un altro socio: l’accordo completo in tutti i dettagli che avevamo preparato attorno a Natale 2019, nel quale era previsto che nei primi mesi del 2020 comprassi il 10 per cento delle quote, era precedente all’arrivo di Luis. Se dovessero dirmi che per il momento Scola non entra, sarei disposto a dare egualmente seguito a quel contratto, affiancando il consorzio, in attesa che El General decida il da farsi».
Perché allora non si è dato seguito a quel precontratto di quasi due anni fa?
«È successo che col Covid si è congelato tutto e in seguito la Pallacanestro Varese ha preferito aspettare gli sviluppi della situazione Scola. Ribadisco che la mia volontà di entrare in società non dipende dalla sua decisione; ovvio, però, che nel momento in cui dovesse entrare anche Luis ne sarò ancora più entusiasta, perché sarebbe l’inizio di una grande avventura per riportare Varese ai livelli che le sono consoni».
Di fatto il progetto di Scola, legato a filo doppio al settore giovanile, sembra calzare perfettamente all’Academy.
«Musica per le mie orecchie: è un progetto ancor più ambizioso rispetto a quello dell’Academy, che potrebbe essere una naturale base di partenza da sviluppare, come giocatori ma soprattutto come staff tecnico e organizzazione. C’è stato un confronto con Luis: logico che voglia essere il numero 1 del progetto, cosa che a noi starebbe benissimo nel momento in cui si condividano le scelte sulla struttura».
Quindi c’è possibilità che i due progetti si saldino in un unico filone?
«Con El General saremmo d’accordo quasi su tutto, però il progetto ha bisogno di risorse ulteriori e ovviamente dell’avallo del CdA. Sono convinto che se Scola dovesse entrare nel capitale ci sarebbe un 90% buono di possibilità che la cosa vada in porto. Attenderò evoluzioni fino a Natale, dovendo prendere decisioni che avranno un impatto per la ventina di persone legate all’Academy».
E se invece ognuno andrà per la propria strada?
«Sono un varesino appassionato di pallacanestro, dunque è evidente che la mia priorità assoluta, dopo aver investito oltre un milione di euro in 4 anni nell’Academy, è di costruire un grande progetto con la Pallacanestro Varese. Se non sarà così perché la controparte, che è uscita unilateralmente dal contratto lo scorso giugno, prenderà strade diverse, l’Academy proseguirà la sua attività a Varese, almeno fino alle categorie Under 15 o 17. Dopodichè, se non ci sarà più l’impegno di fornire giocatori alla serie A di Varese, cercheremo soluzioni diverse».
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