MERCATO
Ikangi, l’idea di Varese caldeggiata dal coach
Contatto tra Kastritis e il giocatore. Alviti chiave del mercato
La nuova Openjobmetis inizia a prendere forma sullo scheletro di quella vecchia. Con una logica tecnico-tattica sostanzialmente analoga a quella del 2025/26, aggiornata alle necessità del doppio impegno campionato-coppa. E in attesa di capire se entro fine giugno ci sarà un upgrade importante del budget legato al fattore NBA Europe, che però – per le tempistiche imminenti del mercato italiano – sarà utilizzabile solo per i 6 stranieri. Cerchiamo di fare il punto.
IRIS PER ELI
Negli incastri di passaporti e ruoli la direzione imboccata per sostituire Elisèe Assui porta ad Iris Ikangi. Il giocatore del 1994 è una scelta di coach Kastritis,ulteriormente convinto dopo il colloquio telefonico della settimana scorsa. Un “3 and D” in grado di ricoprire entrambi gli spot di ala analogamente al futuro studente-atleta di Florida State University. La trattativa, anticipata a fine aprile da Prealpina, non ha ancora portato una fumata bianca: l’offerta biennale dell’OJM ha concorrenza in serie A e c’è ancora da limare la parte economica. Ma il gradimento pare comunque reciproco, compresa la vetrina europea che ora Varese può mettere sul piatto (con la certezza della FIBA Europe Cup e una chance per i preliminari di BCL a seconda delle evoluzioni a Trieste). E che porterà i biancorossi a costruire una squadra più profonda – almeno da 10 giocatori, rispetto ai 9 del 2025/26 - per vivere da protagonisti anche in Europa.
L’ITALIANO IN PIÙ
Le intenzioni biancorosse per la missione continentale sono decisamente bellicose. Se sarà FIBA Cup l’obiettivo sarà vincere, in caso di BCL sarà competere per i playoff a 16 squadre. Questo ancor prima di una possibile e robusta iniezione di risorse che potrebbe arrivare entro fine giugno, utilizzabile però solo per gli stranieri perché la carenza di italiani (specie in ottica NIL e NCAA) impome di muoversi adesso. O anche prima, vedi l’accordo nel cassetto da qualche settimana con Liam Udom, 26enne ala al momento in A2 a Rieti che ha caratteristiche difensive più perimetrali rispetto a Ikangi. Nello scacchiere tecnico dell’ultima Varese prenderebbe il posto del secondo Allerik Freeman, quello spostato nella rotazione delle ali dopo l’arrivo di Carlos Stewart. Un italiano in più sul perimetro significherebbe aggiungere uno straniero in più sotto canestro nell’ottica della conferma del format 6+6; ma il discorso sugli incastri dei passaporti sarà definito in funzione dei dossier Alviti (foto al centro)e Librizzi.
DADO E LIBRO
La continuità del rapporto con l’ala ciociara è uno snodo primario per le strategie dell’OJM: la volontà è di provare a trattenere l’ex campione d’Italia con Milano. Per ora non c’è concorrenza (Venezia sceglierà tra Maretto e Sarto), ma attenzione al richiamo di Roma per il giocatore di Alatri: la cordata Nelson non ha coach né italiani, e Alviti potrebbe essere un candidato naturale al pari di Nico Mannion. L’altra realtà ha un investitore (Paul Matiasic) e una casa (il PalaEur)...ma ancora non una squadra (tentativo in corso di allearsi con Nello Longobardi per spostare Scafati nella Capitale?). Varese proverà con la sua miglior offerta e la vetrina di una coppa che nessuna delle due Roma avrà a disposizione; se ci riuscirà, proseguirà i sondaggi con veterani già rodati nel ruolo di Librizzi per la sostituzione a termine del capitano (tutto indica che andrà negli USA una volta trovato il college giusto). Altrimenti cercherà un italiano importante senza vincoli di ruolo: in salita la strada per la guardia Bortolani (Tortona in pole position), affollata quella per il play Cappelletti (antagoniste possibili Treviso e Cantù, sullo sfondo Napoli, attenzione alle sirene di A2 da Livorno).
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