CARO ENERGIA
Busto Arsizio: «Lavoriamo al freddo»
Termostato giù per provare ad abbassare le bollette
«Oggi ho deciso di tirare indietro il termostato di altri due gradi. Stiamo lavorando a quindici gradi. È il minimo per riuscire a muoverci e utilizzare le mani, lo strumento principale del nostro lavoro, in modo corretto. Ho pensato che in questo modo, forse, riuscirò ad abbassare la bolletta energetica». Angelo Candiani, titolare della Sistem Color di Sacconago, da mesi ormai non fa altro che provare a escogitare soluzioni che gli consentano di continuare a svolgere il suo lavoro mantenendo un minimo di guadagno. Sì perchè, come molti altri suoi colleghi artigiani, da mesi si vede i margini progressivamente erosi dalle bollette di energia e gas che deve pagare e che hanno raggiunto livelli inaccettabili.
PICCOLA AZIENDA
La sua è una azienda piccola che realizza e ripara infissi e restaura complementi lignei d’arredo. Una attività di nicchia, insomma, con soli due dipendenti, che negli anni ha acquistato credibilità sul mercato, spaziando dai privati alle aziende di arredo, fino alla nautica. Ora, dopo gli anni della crisi dell’edilizia, il lavoro non manca, ma a causa della bolla energetica e delle difficoltà nel reperire e pagare le materie prime, si rischia davvero di vanificare ogni sforzo. «Io voglio lavorare - spiega Candiani - non voglio fermarmi ora, dopo 40 anni di attività. Però siamo di fronte a una situazione che sta diventando insostenibile. Così ho pensato di provare a lavorare al freddo. Non posso scendere sotto i quindici gradi anche perchè noi eseguiamo restauri e serramenti in legno usando prodotti ad acqua che devono necessariamente asciugare. La temperatura ideale per avere il prodotto ultimato nei tempi giusti sarebbe di 17/18 gradi. Per non fermarmi ho pensato di abbassare il calore e di allungare i tempi dell’asciugatura. Ma è chiaro che non è la soluzione, è un rattoppo».
BOLLETTE DA PAGARE
Le bollette, però, vanno pagate. «Guardi ho appena aperto la bolletta dell’energia elettrica - racconta al telefono - e ho ancora un incremento del 35% rispetto alla precedente. La stessa cosa era successa per il gas. Di conto in conto l’aumento si aggira intorno al 40 per cento. Allora proviamo a scaldarci un po’ muovendoci».
LA RABBIA
Candiani è pragmatico, ma in verità a muoverlo è anche la rabbia . «Io non ho mai avuto paura di lavorare - dice con passione - ma qui sembra proprio che più fai e più ti viene tolto. Anche perchè non c’è tregua con i problemi. Questa è soltanto l’ultima mazzata: prima la pandemia, poi le materie prime introvabili e ora la ciliegina sulla torta delle bollette. Io sono un imprenditore e devo guardare al bilancio dell’azienda. Se penso ai conti di fine anno già mi vien male. Come faccio a recuperare queste spese? Non posso andare dai clienti e aumentare il listino del 30 per cento. Con i clienti c’è anche un rapporto di fiducia e il rischio di perderli c’è sempre. Servono interventi anche per noi piccoli artigiani».
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