L’ALLARME
Topo entra in casa e lo morde
Trentenne finisce al pronto soccorso: «Vengono dalle aree dismesse»
Era andato in camera per chiudere una finestra, improvvisamente ha sentito un dolore alla caviglia. I segni, inequivocabili, erano quelli di un morso. Al pronto soccorso poi medici e infermieri non hanno avuto dubbi: a morsicarlo era stato un topo, o più probabilmente un ratto. Meglio procedere subito con una terapia antibiotica, fissare l’appuntamento per l’antitetanica e dare il via allo stretto monitoraggio previsto in questi casi. Se arriva un po’ di febbre, significa che la situazione rischia di farsi complicata.
Camera al secondo piano
Disavventure simili possono capitare a chi abita in campagna o a chi sta passando le vacanze in qualche baita di montagna. Non dovrebbero però capitare in un appartamento al secondo piano di una signorile palazzina nel pieno centro di una città come Busto Arsizio, anche se proprio un anno fa un precedente era avvenuto a Legnano. Da qui la comprensibile irritazione della famiglia che il topo se l’è ritrovato in casa. «Per la precisione ce lo siamo trovato nella camera da letto dei bambini - afferma la moglie del morsicato -. Non avesse morso mio marito, avrebbe potuto mordere i bambini mentre dormivano». È successo la sera di Ferragosto in via Zapellini, la strada che da viale Duca D’Aosta porta verso il museo del tessile. Da qualche tempo i residenti della zona sono alle prese con la difficile convivenza con ratti di misure ragguardevoli. «L’invasione è iniziata a gennaio - racconta una residente -. Capita di trovarli sui balconi, abbiamo contattato un’azienda che si occupa di derattizzazioni e gli addetti ci hanno spiegato che questi ratti cittadini sono dei grandi arrampicatori, possono arrivare anche all’ottavo piano. Diversi vicini hanno trovato escrementi sui terrazzi, a me è capitato un paio di volte di vederli. Ma che entrassero in casa, questo non potevamo immaginarlo». Invece a quanto pare è bastato un minuto, il tempo di aprire la finestra per far entrare un po’ di fresco della sera. Dopo aver colpito, il ratto si è dileguato nel buio, il tempo di accendere la luce ed era già sparito.
Le trappole non bastano
«Abbiamo seminato trappole ovunque e ce siamo andati a dormire dai miei genitori - afferma la donna -. Non torneremo a casa fino a quando avremo la certezza che il ratto se ne sarà andato». Tra i residenti c’è chi punta l’indice contro le vecchie carceri, ma soprattutto contro il cantiere piantato a metà all’incrocio tra via Zappelini e via Landriani. Lì a quanto pare vivono degli abusivi: gli abusivi producono rifiuti, e i rifiuti attirano i topi. Che in questa stagione si moltiplicano e poi vano in giro a cercare altro cibo. La famiglia ha già preparato un esposto, oggi lo porterà in commissariato. Se serve una disinfestazione, che si faccia subito. Prima che qualcun altro finisca in ospedale.
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