IN TRIBUNALE
Casciago, con la droga in casa. E ora accusati di stalking
Madre e figlio a processo: «Perseguitavano i vicini»
Arrestati nel 2021 per spaccio di droga e detenzione illegale di armi e munizioni, madre e figlio sono ora accusati anche di stalking nei confronti dei vicini di casa. Un rapporto di vicinato che iniziò a incrinarsi a causa dei cani, due pitbull, che gli imputati spesso lasciavano girare liberi nel cortile condominiale. E che è degenerato fino ad arrivare alle minacce (anche con un falcetto), gli insulti, le provocazioni, i danneggiamenti, le ritorsioni denunciate dalla coppia che vive nello stesso stabile. Atti persecutori che avrebbero provocato in marito e moglie un continuo stato di ansia e di paura.
LA VICENDA
La vicenda iniziò nel 2018 e approdò anche sulla scrivania del sindaco e nella caserma dei carabinieri ai quali la coppia di Casciago si rivolse proprio perché madre e figlio (61 anni lei, 30 lui) si rifiutavano di legare quei due cani che spaventavano gli altri abitanti del complesso residenziale. E da quel momento - così si sostiene nella querela - sono iniziati gli atti persecutori: minacce e offese che costrinsero la vicina di casa non solo a cambiare abitudini di vita ma anche a farsi seguire da uno psicologo. Offese che diventarono persino di pubblico dominio, sia perché - prosegue l'accusa - diffuse con alcuni post su Facebook, sia perché l'imputata espose un telo fuori dall'abitazione con la scritta "Bocca di rosa", un chiaro riferimento alla protagonista delle celebre canzone di Fabrizio De Andrè, una donna molto passionale e libertina.
LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO
Da qui la richiesta di risarcimento danni della coppia (costituitasi parte civile con l'avvocato Simone Faccio): 25.000 euro. Il pm Antonia Rombolà ha proposto la condanna del figlio a otto mesi e 10 giorni di reclusione, e della madre a sei mesi e dieci giorni.
Il difensore degli imputati, l'avvocato Marco Bianchi, ha invece descritto le due parti offese come «portinai non retribuiti», cioè persone che passavano la giornata a osservare gli altri condomini. E ha sostenuto che il loro stato d'ansia non è dovuto al comportamento di madre e figlio ma ad altri problemi, ad esempio di lavoro. La difesa ha quindi chiesto l'assoluzione o, in subordine, la derubricazione del reato in quello di molestia o disturbo alle persone. La decisione del giudice Luciano Luccarelli è prevista alla fine di marzo.
L’INDAGINE PER SPACCIO
Madre e figlio, insieme con la fidanzata di lui, finirono agli arresti nel luglio di quattro anni fa. I carabinieri perquisirono la casa della donna e trovarono quasi due chili e mezzo di marijuana, un chilo e due etti di hashish e circa 16 grammi di ecstasy, oltre a una rivoltella calibro 357 magnum, perfettamente funzionante e completa di proiettili, rubata in un’abitazione in provincia di Pavia nel 2020. Senza dimenticare circa 47mila euro in contanti, considerati il provento dell’attività di spaccio. Non è finita qui: altra droga (72 grammi di hashish e 60 di marijuana) fu sequestrata nell’abitazione della 28enne fidanzata del giovane. I due ragazzi furono portati in carcere, mentre la 61enne ottenne i domiciliari, e poi fu liberata. L’uomo è già stato processato e ha scontato la pena («Ha fatto degli errori, ma ora lavora e ha cambiato vita», ha sottolineato il suo legale); la madre, invece, sta ancora affrontando il giudizio con rito ordinario.
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