LA POLEMICA
«Minoranze ipocrite. Valuterò denunce»
Asilo nido e scelta del gestore: accusata di poca trasparenza, la sindaca Mirella Cerini perde la pazienza
Si alza il livello dello scontro politico sulla esternalizzazione dell’asilo nido Soldini di Castellanza.
Dopo che minoranze hanno contestato scarsa trasparenza perché non è stato consentito loro di assistere alle fasi di gara, scende in campo la sindaca Mirella Cerini.
«Proprio nell’interesse della trasparenza nei confronti della cittadinanza, valuteremo a livello tecnico e politico se le affermazioni si configurano come calunnie e/o minacce», annuncia.
Dopo di che Cerini spiega che quanto dichiarato «dimostra per l’ennesima volta incompetenza e una visione della politica che va al di là del rispetto delle regole. La richiesta formulata durante l’ultimo consiglio comunale, che a questo punto è dimostrato essere ipocrita, di avere un dialogo tra le parti più conciliante, nei fatti vede le opposizioni muoversi continuamente sulla strada dell’attacco pretestuoso».
La prima cittadina entra quindi nel merito della questione.
«Le procedure per un bando come quello ancora in corso, per il servizio nidi, sono state corrette e rispettose della normativa, nella massima trasparenza prevista dal sistema Sintel, che è totalmente tracciato e registrato nella centrale regionale. Gridare allo scandalo significa mettere in discussione una procedura prevista dall’articolo 52 del Codice degli Appalti e un iter seguito in tutti gli enti della Regione Lombardia».
Ai fini della trasparenza e dell’imparzialità, proprio come prevede la legge, a condurre la procedura di gara è una commissione composta da funzionari tecnici e da un presidente che è pubblico ufficiale di un altro Comune.
«La parte politica non può e non deve interferire nei lavori della stessa», puntualizza il sindaco.
«Solo a procedura chiusa, dopo le verifiche obbligatorie e ancora da espletare, verrà emanato l’atto di aggiudicazione provvisoria; gli atti, a questo punto, saranno accessibili a tutti».
Serrata anche la difesa dell’amministrazione sull’accusa di avere impedito il diritto a partecipare.
«Il consigliere Michele Palazzo era presente all’apertura delle buste; successivamente i consiglieri di minoranza hanno presentato una richiesta impropria per partecipare alle successive fasi e a tale richiesta improcedibile è seguita risposta tempestiva e motivata. La trasparenza in politica, richiede anzitutto il rispetto dei ruoli, la conoscenza delle procedure minime e della normativa: su questo le minoranze hanno molto da lavorare».
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