CHIUSE LE INDAGINI
Debito di 420mila euro, commercialisti usurai verso il processo
Padre e figlia con studio a Gallarate avevano chiesto a un imprenditore novarese tassi del 35 per cento sul prestito
Erano i suoi commercialisti, l’imprenditore aveva cieca fiducia in loro. Ma si rivelarono usurai: da un prestito di 300mila euro, ottenuto con l’intermediazione dei professionisti, l’imprenditore novarese si ritrovò con un debito di 420mila euro.
LA VICENDA
Lo scorso aprile il pubblico ministero Ciro Caramore chiese al giudice per le indagini preliminari Stefano Colombo il sequestro preventivo di 110mila euro, i due – padre e figlia con studio a Gallarate – vennero denunciati. Nei giorni scorsi la procura ha chiuso le indagini e si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per entrambi. Stando a quanto ricostruito dalla guardia di finanza, il novarese nel 2018 si trovò ad affrontare un momento di crisi economica pesante: i debiti crescevano, le banche gli avevano girato le spalle. L’idea di far naufragare l’attività in cui lavoravano i suoi figli però non poteva sopportarla. Si rivolse allo studio che da anni lo seguiva per la contabilità: il commercialista lo mise in contatto con un imprenditore – suo cliente – disposto a finanziarlo con 300mila euro e per questa intermediazione si fece pure pagare 16mila euro. Le condizioni del prestito prevedevano tassi di interesse del 35 per cento, a dir poco esorbitanti. La vittima si era impegnata a volturare, in garanzia, il leasing del proprio capannone, a pagare i canoni di locazione allo strozzino e a consentirgli il controllo fiscale così che non potesse sfuggirgli neppure uno spillo. Al termine del periodo concordato per rientrare nel prestito e nonostante l’imprenditore avesse pagato affitti e interessi, il debito ammontava ancora a oltre 350mila euro. Il novarese non denunciò lo strozzino, l’indagine partì operazione dalla segnalazione di movimentazioni bancarie sospette. Si scoprì così che tutti i pagamenti dei tassi venivano mascherati da inesistenti consulenze. Oltre il danno, la beffa: la figlia del commercialista venne nominata curatrice fallimentare dal tribunale.
I PROSSIMI PASSI
Gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere l’interrogatorio al pubblico ministero Ciro Caramore o per depositare una memoria difensiva. Ed eventualmente per valutare un patteggiamento.
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