ROMA
Con nayt a Sanremo la profondità dei rapporti umani senza sovrastrutture
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(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 15 FEB - Il termine rapper gli sta decisamente
stretto addosso perché nayt, nome d'arte di William Mezzanotte,
che per la prima volta si presenta in gara alla 76/a edizione di
Sanremo con il brano 'Prima che' è un artista davvero molto
sfaccettato. Tra l'urban e il cantautorato sfonda ogni confine
di genere e vuol dare voce all'inquietudine e alle
contraddizioni dell'essere umano. "Sento più il desiderio di
comunicare e penso che categorizzare qualcosa di artistico e
creativo lascia un po' il tempo che trova. Il rap conscious è
solo un'altra etichetta che ha preso sempre più piede in Italia
negli ultimi anni ma è solo un modo nato per dire che esiste
anche il rap che parla seriamente di certi temi. Ma quello in
realtà c'è sempre stato. Il rap è il genere musicale più
esplicito da un punto di vista testuale che noi abbiamo, perché
ha tante parole e un linguaggio molto diretto. Quindi è uno
specchio molto più fedele della società e del nostro linguaggio.
Nel rap puoi trovare la volgarità, l'introspezione, la
spiritualità, i temi sociali, la politica, la letteratura e
anche il materialismo e il sessismo di cui spesso si parla
perché nella società si trova anche tutta roba".
E se anche il pubblico mainstream lo apprezzerà, non sarà una
"sorpresa". Perché l'artista nato a Isernia e cresciuto a Roma
("mi sono sempre sentito per questo un po' il cittadino di
tutta Italia, di tutto il mondo"), classe 1994, ha iniziato a
fare musica a 14 anni e ha già dieci densi anni di carriera in
cui ha messo a segno 3 album certificati Oro e 2 Platino. "Penso
che il percorso che mi ha portato oggi a Sanremo - dice - sia
stato molto semplice e lineare, ho costruito tutto questo
percorso di crescita in questi anni in un modo molto lento ma
solido. Vado nel modo più onesto possibile e lo sto affrontando
con molto entusiasmo sinceramente, cercando di prepararmi al
meglio sotto ogni aspetto. Poi come il pubblico accoglierà il
mio immaginario e tutto quello che porto lo scopriremo".
Uno dei pregi di nayt è il non scendere a compromessi e anche
nel pezzo scelto per Sanremo ("scritto in tre ore" da Nayt e
prodotto da Zef)) rompe gli schemi classici e mantiene il suo
stile senza un'apertura vera e propria. "Il brano parla della
volontà, del tentativo di cercare di stare insieme agli altri.
E' un brano che parla della ricerca dell'identità personale e
collettiva, perché penso che ci scontriamo spesso, sempre di
più, soprattutto in questo periodo storico con un'incapacità di
vedere l'altro, di avere dei dibattiti e dei confronti sani che
ci permettono di crescere, di stare insieme, quindi piuttosto
scegliamo di dividerci".
Una delle barre dice "Prima che tu faccia un post / Prima che
controlli i like / Prima che tu dia potere agli altri / Su
quello che fai / ... chi siamo?". E nayt sottoliena: "Sono
sempre dell'idea che si debba smettere di dare potere agli altri
e per me questo potrebbe applicarsi anche agli strumenti esterni
a noi. In questo senso i social sono uno strumento, dipende da
noi come lo usiamo. Tendo più a farmi la domanda del perché li
usiamo in un certo modo". Sulla differenza tra le generazioni
più giovani nayt dice di non voler scadere troppo nella
retorica: "I trentenni di oggi sono la generazione di mezzo, non
siamo cresciuti con il telefono in mano, ma ci siamo ritrovati
col telefono in mano a un certo punto da adolescenti, e poi
sempre di più. Oggi si cresce veramente quasi dai primi anni di
vita con questo dispositivo".
Molto riflessivo e profondo anche "io Individuo", il decimo
album in uscita il 20 marzo all'interno dell'album sarà
contenuto anche il brano "Un uomo", uscito lo scorso ottobre
perfetta introduzione al tema centrale del progetto, con la sua
domanda esemplificativa: "com'è che si fa ad essere un uomo?".
"Ho lavorato a un nuovo album in questo anno e mezzo - racconta
nayt - parla del rapporto tra l'individuo e la collettività".
Durante la serata delle cover duetterà con Joan Thiele con "La
canzone dell'amore perduto" di Fabrizio De André. "Ho fatto una
grandissima ricerca riguardo proprio tutto il catalogo della
musica italiana e avevo da subito in testa Joan che ritengo
un'artista italiana incredibile, assurda. Ero in dubbio se
portare D'Andrè o Enzo Carella con Mare sopra e sotto, anzi
tendevo più per quest'ultimo. Comunque erano due pezzi autoriali
fortissimi. Per me era importante portare nella serata delle
cover qualcosa che potesse farmi esprimere anche dal punto di
vista cantautorale perché sta nel mio spettro, non sono solto un
rapper".
Ma come vive nayt, artista tra i più sensibili e introspettivi
della sua generazione, questi tempi bui? "Io faccio sempre un
passo indietro, o almeno cerco, dalle dinamiche della società
attuale e vado sempre un po' più sul filosofico,
sull'esistenziale. È ovvio che questo è un periodo storico molto
teso, ma anche molto molto confuso. Si fa fatica a farsi un'idea
su tutto, qualsiasi cosa, anche la più leggera. E se non si fa
fatica a farsi un'idea, ho paura che è perché si è caduti in una
trappola". Sulla polemica legata alla presenza di Israele
all'Eurovision dice: "Spero di non essere travisato ma credo che
bisogna valutare attentamente ogni caso e non andare sempre per
partito preso. Io per esempio ammetto di essere molto ignorante
su come funziona l'Eurovision fuori dall'Italia, nel senso che
molti artisti dicono che l'arte è arte e non necessariamente un
artista israeliano può rappresentare le cause di Israele dal
punto di vista politico. Però dobbiamo anche capire come Israele
si presenta, con quale artista e cosa va a rappresentare. Per
questo dico che non ci sto ancora pensando. Non voglio che si
pensi né che sto svagando, né che voglio dire sì o no a priori.
E' un tema complesso". (ANSA).
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