IL RODITORE
Non ce l’ha fatta il castoro ritrovato nel Parco del Ticino
L’annuncio del Centro La Fagiana: cure vane, troppo grave l’infezione batterica
«Il nostro castoro non ce l’ha fatta»: è con queste tristi parole che, attraverso i social network, dal centro recupero animali selvatici de La Fagiana di Magenta, hanno reso noto il decesso del roditore che era stato rinvenuto ferito, nel Parco del Ticino, nei giorni prima di Natale. Il ritrovamento era avvenuto nella località Castelletto di Cuggiono.
L’INFEZIONE BATTERICA
Il castoro che era stato portato poi al Cras magentino per essere curato: aveva una forte infezione batterica e alcune contusioni, tra cui una ferita all’occhio. Malgrado le cure degli esperti purtroppo è morto: troppo grave e diffusa era l’infezione. A gennaio verrà fatto l’esame istologico, i cui risultati arriveranno solo a fine mese. Questa specie non si vedeva in zona da cinque secoli, ed il suo ritrovamento aveva suscitato tanto scalpore ma anche possibili speranze di un ripopolamento lungo il “fiume azzurro”.
IL POSSIBILE RIPOPOLAMENTO
Commenti entusiastici erano arrivati dal parco del Ticino; anche dalla Fagiana avevano spiegato che “potrebbe trattarsi di un fatto eccezionale che il castoro abbia usato il corridoio ecologico del parco per raggiungere quei territori, dai quali è assente da secoli”. L’animaletto era stato notato da un cittadino nelle acque di Castelletto Ticino il quale aveva subito notato come il castoro fosse messo piuttosto male con delle ferite serie. Assieme alle guardie del parco era stato portato al centro di recupero dove si sperava che potesse essere salvato. Purtroppo non è stato così. Ora, però, resterà da capire cosa ci faceva sul territorio cuggionese.
LA LUNGHISSIMA ASSENZA
Tra Lombardia e Piemonte, infatti, i castori sono assenti da secoli. L’unica presenza simile è quella delle nutrie, che sono, però, una specie invasiva e non autoctona: pur assomigliando ai castori differiscono dalla coda, che non è piatta come quella di questi ultimi, bensì simile a quella di un topo. Va ricordato che, ad inizio 2024, però, un altro esemplare di castoro era stato trovato nella zona del Fondotoce, facendo sperare in una reintroduzione della specie passando dalla Svizzera. Il ritrovamento più a sud avvenuto in questi giorni a Cuggiono potrebbe far sperare ad un ritorno sui nostri fiumi, anche se altre tracce della loro presenza non ne sono state notate.
LA TESI
Proprio, sulla scia del caso cuggionese, l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali di Sondrio aveva sostenuto la tesi che il castoro potesse essere frutto di una liberazione forzata di qualche esemplare nel parco del Ticino. E’ presto, quindi, per dire se questi simpatici animali (ma anche pericolosi per i loro denti aguzzi) potranno trovare un habitat naturale lungo le sponde del fiume. Eventuali altri avvistamenti potranno dare maggiori indicazioni su un possibile processo di ripopolamento per il quale, in ogni caso, ci vorranno anni.
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