ROMA
Definito il decreto attuativo per Transizione 5.0, Urso lo firma
(di Chiara Munafò)
(ANSA) - ROMA, 05 MAG - Cinque mesi di trattative, qualche
tensione in Consiglio dei ministri e due concessioni dell'ultima
ora: il decreto attuativo di Transizione 5.0 ha finalmente la
firma del ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
L'iperammortamento fino al 180% per chi investe nella
transizione verde e digitale potrebbe diventare operativo nei
primi dieci giorni di giugno, con l'apertura dello sportello
telematico del Gse (Gestore dei servizi energetici). Mancano
ancora la bollinatura della Ragioneria, la firma del ministro
dell'Economia Giancarlo Giorgetti, le verifiche della Corte dei
conti e gli ultimi passaggi tecnici, ma la quadra sembra essere
stata trovata.
A sbloccare l'impasse è stata l'introduzione di una quinta
comunicazione obbligatoria a carico delle imprese e,
soprattutto, l'esclusione dagli incentivi dei software in cloud
— la modalità con cui oggi la maggior parte delle aziende adotta
soluzioni digitali. Queste novità sarebbero state accettate da
Urso, pur di accelerare i tempi, come sollecitato dalle imprese.
"Gli imprenditori aspettano per investire: prima si fa, meglio
è", ha sottolineato il presidente Emanuele Orsini nei mesi
scorsi.
La soluzione trovata non sembra convincere le imprese, che
chiedono al governo di ripensarci. Anitec-Assinform,
l'associazione di Confindustria dell'high tech, definisce la
scelta di non sostenere i software in cloud "difficile da
comprendere dal punto di vista tecnologico e strategico",
ricordando che, nelle versioni precedenti del piano, i "beni
immateriali 4.0" erano inclusi e avevano pesato per appena l'1%
dei fondi erogati. Anche per Assintel-Confcommercio è "una
scelta che va nella direzione opposta a quella che è
l'evoluzione digitale", visto che il software sul cloud,
praticamente in uso su abbonamento, rappresenta oggi l'80% del
mercato con cui le imprese adottano tecnologia e innovazione.
(ANSA).
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