LA VIABILITÀ
Strade dei frontalieri, incidenti in calo
Sono diminuiti del 3% in Canton Ticino. Aumentano però i casi di guida in stato di ebbrezza
Ogni giorno migliaia di frontalieri oltrepassano la dogana per recarsi sul posto di lavoro in Svizzera, e molti lo fanno utilizzando la propria auto e riversandosi quindi su quelle strade di frontiera dove, in orario di aperture e di chiusura delle imprese, diventano molto trafficate.
Nel corso del 2018, fortunatamente, le operazioni di prevenzione e di controllo messe in atto dalla Polizia cantonale hanno portato alla diminuzione del numero di incidenti. Lo hanno reso noto oggi, mercoledì 17 aprile, le autorità elvetiche.
Nel 2018 sono stati 3752 gli incidenti in cui 206 persone hanno riportato ferite gravi e 15 hanno perso la vita.
I dati diffusi dalla Polizia del Canton Ticino evidenziano come due incidenti su tre avvengano all’interno dei centri abitati coinvolgendo, in un centinaio di casi, pedoni che attraversano la strada.
Gli incidenti sono in diminuzione del 3% rispetto al 2017. Le cause dei sinistri sono legate soprattutto a fattori umani quali la distrazione, l’inosservanza del diritto di precedenza, l’eccesso di velocità e l’alterazione dello stato psicofisico (assunzione alcol e droghe). Insomma, tutte dinamiche che possono essere calmierate richiamando gli automobilisti a una più coscienziosa condotta alla guida.
Nel corso dell’anno, i controlli degli agenti si sono intensificati raggiungendo 13.036 ore solo per le verifiche sui mezzi pesanti (1.300).
Anche i controlli di velocità sono aumentati grazie al maggior impiego dei radar mobili che hanno “intercettato” 285.548 veicoli, di cui il 4,82% era in infrazione. Sono 17,6 milioni i veicoli controllati dalle postazioni fisse e semi-stazionarie.
In aumento i casi di guida in stato di ebbrezza: il 10,6% delle oltre ottomila persone controllate è risultata positiva.
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