LA SENTENZA
Estorsioni e violenze con metodo mafioso: 12 condanne
Quasi settant'anni di reclusione per l'Operazione Nerone
Dodici condanne per quasi settant'anni di reclusione. Alle 12 di oggi, dopo due ore di camera di consiglio, è arrivata la sentenza del Tribunale di Varese al termine del processo per l'Operazione Nerone. Il pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, Giovanni Tarzia, aveva formulato dodici richieste di condanna - per un totale di 78 anni di carcere - nei confronti degli imputati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di una lunga serie di reati: estorsioni, spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali, danneggiamenti, violenza privata e usura. Reati, secondo l'accusa, in gran parte aggravati dall'utilizzo del metodo mafioso. La pubblica accusa aveva proposto anche un'assoluzione e, per tre posizioni, la prescrizione delle imputazioni (per questo motivo sono decadute tutte le accuse di spaccio). La pena più elevata, 13 anni, è stata inflitta a Giuseppe Torcasio, detto "Zio Pino", considerato dalla Dda la figura centrale dell'impianto accusatorio. Circa trenta gli episodi criminosi, avvenuti soprattutto nell'alto Varesotto, contestati ai 16 imputati. Un quadro accusatorio ampio e articolato, costruito attorno alla presunta esistenza di un sistema radicato sul territorio e caratterizzato, secondo l'accusa, da modalità operative riconducibili al metodo mafioso. Ricostruzione che è stata riconosciuta dal collegio del Tribunale.
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