LA CITTÀ CHE CAMBIA
Ex Aermacchi, manca l’ok di Arpa. Orrigoni: «Siamo praticamente fermi»
Oltre sei anni dall’inizio dei lavori. Secondo il patron di Tigros non è escluso che il cantiere venga fermato definitivamente
«I lavori vanno avanti alacremente? Ma se siamo praticamente fermi. Aspettiamo l’ok dell’Arpa da 5 mesi e ancora due permessi di costruire devono essere rilasciati. Facciamo ancora in tempo a cambiare il progetto. Questo è il sesto anno - e ripeto anno, non mese - che stiamo lavorando su questo cantiere. E intanto la (piscina) comunale è stata chiusa. Non basta avere pazienza. Qui ci vuole fede». Arriva come una doccia fredda il commento di Paolo Orrigoni, imprenditore di Tigros e proprietario del sito, al post “Ex Aermacchi” pubblicato ieri, sabato 31 gennaio, da Mauro Gregori sulla sua pagina Facebook “Varese la vedo così”, in cui l’ex politico blogger manifestava entusiasmo per il buon andamento dei lavori.
LA VISTA SUI LAVORI
I lavori nel cantiere, infatti, passando in via Sanvito, sembrano andare avanti. Ma mancherebbe l’autorizzazione dell’Arpa sull’operazione di bonifica funzionale all’abbattimento del capannone che si trova all’angolo di via Castoldi. E manca l’ok, sempre da parte di Arpa, sull’esito delle bonifiche effettuate nei terreni che si trovano davanti all’hangar più grande. Mancando questi documenti di Arpa, il Comune di conseguenza non può rilasciare i permessi – già definiti nei contenuti – per la realizzazione delle opere. Raggiunto al telefono, Orrigoni ha spiegato che i lavori vengono effettuati solo dove possibile e che, visti i tempi di attesa, non è escluso che il cantiere venga fermato definitivamente. Verrebbe chiuso il buco già realizzato e basta. Capitolo chiuso. Gregori, che era in Commissione urbanistica nel precedente mandato della giunta Galimberti, commenta così l’accaduto: «Sono immensamente dispiaciuto, da come si muoveva il cantiere pensavo che le cose andassero avanti bene. Ho visto la gru, i lavori sull’hangar, pensavo che non mancassero ancora permessi». Gregori ha successivamente scritto un post pubblico, in risposta a quello di Orrigoni, in cui ha sottolineato come «sei anni di lavoro e mesi di attesa per pareri e permessi non sono un dettaglio tecnico, ma il segno di una macchina amministrativa che non funziona». E ancora: «È chiaro che esiste un interesse imprenditoriale, e nessuno lo mette in discussione. Ma accanto a questo c’è un interesse collettivo fondamentale: una piscina olimpica di cui la città ha bisogno, una ciclabile, la riqualificazione dell’area, nuove aree verdi».
LA SPERANZA NEL FUTURO
Gregori ha poi aggiunto un appello a «sbloccare la burocrazia». Appello che più che al Comune andrebbe rivolto alla Regione. Arpa è infatti l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Lombardia. E più in generale forse a tutti gli appesantimenti burocratici che caratterizzano le nostre amministrazioni e che spesso purtroppo risultano essere incompatibili con le tempistiche di un imprenditore. Intanto, come si apprende dal sito relativo al progetto di riqualificazione urbana Rigenerazioneexaermacchi.it, oggi sono passati oltre 2.301 giorni dall’inizio dei lavori. E si continua a sperare, sempre che – come ammonisce Orrigoni – la pazienza non finisca del tutto.
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