COMPAGNIA INDESIDERATA
Gallarate, aperitivo col piccione
Proteste di baristi e ristoratori del centro in lotta coi volatili. L’assessore: «Mani legate»
Sos piccioni in piazza Libertà. La richiesta di aiuto viene da alcuni commercianti del centro, ma riguarda anche i residenti, che si trovano i pennuti appollaiati su qualunque sporgenza degli edifici. A preoccupare non è tanto il numero, quanto l’invadenza degli uccelli.
«Quest’anno hanno preso coraggio, ora non si fanno problemi a salire sui tavoli», lancia l’allarme Paolo Dellavalle da uno dei locali della ztl. E basta stare qualche minuto sulle panche della piazza per accorgersi che l’esercente ha ragione, con i camerieri impegnati a scacciare gli ospiti che si auto invitano. «Abbiamo provato ad allontanarli con uno spray e con gli ultrasuoni. Cos’altro si può fare?», lo sfogo.
Il problema di igiene in centro diventa anche una sfida per chi lavora. Non riguarda, tuttavia, soltanto piazza Libertà: l’amministrazione combatte con la specie piumata anche al parco Marinai d’Italia e in quello di viale Milano, dove ci sarebbero persone che con regolarità si fermano a dar da mangiare alle bestiole. Con il risultato che i piccioni diventano sempre più numerosi e si attirano anche altre specie poco gradite.
POST PANDEMIA
L’allarme, in zona Basilica, era scattato la prima volta un annetto fa. Come se dopo il lockdown i piccioni si fossero guadagnati spazio e si sentissero sempre più padroni della piazza. «Prima della pandemia non ricordo una situazione così», ricordava ieri mattina un commerciante. Ora il coraggio acquisito dai volatili li fa stare appollaiati senza remore in attesa dei clienti. Ed è chiaro che in una zona pedonale sempre più dedicata alla ristorazione, evitare le briciole sia impossibile. «Ci sono giorni in cui sono pochi e altri in cui invece sono numerosi», dice chi ogni giorno monitora la situazione.
MANI LEGATE
«Purtroppo l’unica cosa che possiamo fare è multare chi dà loro da mangiare - dice l’assessore al Verde, Sandro Rech - È una pratica da evitare, ed è indicato sui cartelli vicino alla chiesa di San Pietro». Per il resto il Comune si sente con le mani legate. In passato si è tentata la carta dei dissuasori sonori, ma sono arrivate lamentele. Palazzo Borghi si era rivolto anche a un’azienda di derattizzazione ma si era scontrato con le associazioni che tutelano gli animali e difendono la specie.
IL CAMPANILE
Negli anni Novanta sul campanile della basilica era stato compiuto un intervento per limitare gli spazi per la nidificazione. Le feritoie erano state ristrette in modo che potessero passare gli uccelli come i rondoni, ma non i piccioni. Lo ricorda il Gruppo insubrico di ornitologia che nei mesi scorsi ha inserito la torre campanaria di Santa Maria Assunta in un progetto dedicato proprio ai rondoni, portato avanti con la Lipu. Il danno provocato dai piccioni non è soltanto in termini di decoro, ma anche di tutela della biodiversità. «I piccioni sottraggono spazio agli altri uccelli per la nidificazione», ricorda il presidente dell’associazione insubrica Milo Manica.
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