L’INIZIATIVA
Baby card: «Prima i gallaratesi»
Il sindaco firma le 180 lettere per le famiglie dei nuovi nati: alle prime 90 un bonus di 275 euro
Figli alla città: dopo aver celebrato lo stop all’immigrazione a Gallarate, l’amministrazione insiste negli incentivi alla famiglia. Ma che sia la più gallaratese possibile.
Ieri mattina il sindaco Andrea Cassani ha firmato di suo pugno «oltre 180 lettere destinate ai nuovi nati dell’anno appena concluso (dai secondogeniti in avanti) con genitori residenti a Gallarate per informarli che, per chi ne avrà diritto, l’amministrazione darà un contributo di 275 euro».
È la baby card, l’incentivo economico per le famiglie numerose che l’amministrazione eroga per il secondo anno consecutivo. Ma che, nelle intenzioni palesate dal primo cittadino, è destinata ad essere confermata anche per il prossimo anno.
Sono in tutto 90, in base alla disponibilità economica messa a bilancio, le famiglie che potranno usufruire dell’assegno da 275 euro staccato da Palazzo Borghi. «Noi crediamo nella famiglia e, nel nostro piccolo, la incentiviamo», sottolinea il sindaco Cassani, egli stesso neo papà del suo terzo figlio, che nella conferenza stampa di fine anno aveva già preannunciato che avrebbe rinunciato a fare domanda per il bonus bebè che potrebbe spettargli.
Il contributo una tantum serve per l’appunto, come si legge nel bando pubblicato dal Comune, a «sostenere le famiglie che contribuiscono all’incremento delle nascite e premiare chi pensa al futuro con fiducia».
Sembrerebbe una risposta concreta allo stop alla crescita demografica che Gallarate ha conosciuto nell’ultimo triennio.
Con la frenata degli arrivi di nuovi residenti di origine straniera, salutata con soddisfazione dal sindaco leghista, la città ha praticamente mantenuto immutata la propria popolazione tra il primo gennaio 2016 e il primo gennaio di quest’anno.
Così, per premiare chi dà figli alla città, la baby card quest’anno aumenta di importo: 275 euro per ogni nuovo nato nell’anno appena concluso, contro i 250 dello scorso anno, che erano stati distribuiti in totale a 86 famiglie.
Un investimento da quasi 25mila euro per la giunta Cassani. Confermati anche i requisiti contenuti nel bando, che mirano a favorire i residenti doc. Possono candidarsi a ricevere il contributo solo famiglie che hanno i genitori entrambi residenti a Gallarate sia al momento della nascita del bebè che al momento di presentazione della domanda, con il primogenito che risulti presente sullo stato di famiglia e soprattutto con il requisito dei dieci anni di residenza continuativa sul territorio nazionale sia per il padre che per la madre.
Inoltre, per concretizzare il principio “prima i gallaratesi”, la «maggior residenza in Gallarate» viene considerata un criterio di premialità: ogni anno solare intero di residenza continuativa, cumulativamente per padre e madre, garantisce un punto in più nella graduatoria per rientrare tra i 90 percettori della baby card.
C’è un mese di tempo, fino al 28 febbraio, per presentare la domanda all’ufficio dei Servizi sociali di palazzo Broletto, ma conviene affrettarsi: l’assegno sarà erogato ai primi novanta in graduatoria ma a parità di punteggio farà fede la data di presentazione della domanda.
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