GIOVANI
Baby gang, allarme da scuola
All’istituto Falcone si squarcia il velo sul fenomeno. Don Mazzi bacchetta genitori e insegnanti
Diamanti e Spezzaparti: sono i nomi di due baby gang che sarebbero attive anche a Gallarate e nel Gallaratese.
A togliere il velo sul fenomeno che coinvolge i giovanissimi è stata la serata dedicata al contrasto del bullismo e del consumo di alcol e droga organizzata martedì all’istituto Falcone nel contesto della settimana della sicurezza voluta dal dirigente Vito Ilacqua.
I nomi dei due gruppi sono stati svelati al pubblico composto da genitori e insegnanti come spia su cui fissare l’attenzione per rintracciare eventuali situazioni di criticità.
TELEVISIONE
La dinamica alla base del fenomeno è stata descritta dal criminologo Franco Posa. «Le baby gang rappresentano la novità e ci sono anche da noi, in Lombardia e nel Triveneto. L’Italia è terza in Europa per uso di sostanze e se il trend si conferma diventerà seconda entro sei mesi, l’uso inizia attorno ai dodici anni» ha detto l’esperto che collabora con diverse Procure nei casi di bullismo: «Il bullo c’è nelle scuole, ma ora ci sono anche le babygang».
Posa ha un’idea piuttosto precisa dell’origine del fenomeno: «Prendono come esempio ciò che cinema e televisione fanno vedere».
CRISI
A fornire le indicazioni per orientarsi nel mare in tempesta dell’adolescenza dei figli è stato invece don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus con un’esperienza lunga una vita con i ragazzi difficili. Che poi, lui, ragazzi difficili non li chiama mai: «Non chiamiamolo più disagio, ma periodo di grandi trasformazioni, come la primavera», l’invito che il sacerdote ha rivolto a insegnanti e genitori. Al centro dell’intervento di don Mazzi il ruolo di madri e padri: «La grande crisi del nostro mondo è la crisi della maturità maschile. Rimane vuoto lo spazio dell’uomo vero», la sferzata ai papà. Ce n’è anche per le mamme: «Voi continuate a guardare vostro figlio con gli stessi sentimenti che avete provato quando ha detto la sua prima parola».
SALA PIENA
Ad ascoltare gli interventi un pubblico tanto numeroso da riempire l’intera aula magna. Poco prima delle 22 arriva l’aggiornamento sui risultati delle partite calcistiche della serata perché va bene essere padri e madri attenti alla crescita dei propri figli, ma un break non guasta tra un intervento e l’altro e lascia prendere fiato ai genitori messi in discussione. In sala anche numerosi insegnanti perché la sensibilità sul tema è grande. Don Mazzi ne ha anche per loro: «Tenere insieme teoria e pratica per i ragazzi è molto importante. Bisogna radicalmente cambiare le scuole, devono esserci due ore di lezione frontale e poi musica, teatro e quello che volete voi: i ragazzi vanno a scuola anche con il corpo, non solo con la testa».
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