DOPO L’ESPLOSIONE
Crans Montana, al Niguarda anche la 16enne Sofia
Tragedia di Crans Montana: il 15enne bavenese era giunto venerdì 2 gennaio al Niguarda. In arrivo la milanese Sofia
È atterrato da poco all'ospedale Niguarda di Milano l'elicottero che ha trasportato da Losanna la 16enne Sofia, milanese, studentessa del liceo Virgilio, una delle ragazze coinvolte nell'incendio di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans Montana. Si tratta dell'ottavo paziente preso in carico dal Centro ustioni della struttura milanese e, come spiegato stamattina dall'assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, è l'unico arrivo previsto per oggi nell'ospedale milanese, per quanto riguarda i ragazzi ricoverati attualmente in Svizzera.
Restano gravi le condizioni di Gregorio
Restano gravi le condizioni di Gregorio, il quindicenne di Baveno da ieri, venerdì 2 gennaio, ricoverato all’ospedale di Niguarda a Milano, uno dei presìdi di riferimento a livello nazionale per la gestione delle emergenze complesse e sede di un Centro Ustioni.
«Proprio ora sta subendo un nuovo intervento» ha spiegato questa mattina, sabato 3 gennaio, l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso incontrando la stampa.
«Dei sette pazienti giunti qui da Crans Montana è quello in condizioni più critiche. Ha ustioni su gran parte del corpo e anche sul volto« ha aggiunto Bertolaso. «Ma da un punto di vista clinico i parametri respiratori, metabolici e quella legati alla circolazione di tutti e sette i pazienti a Niguarda stanno andando bene» ha rassicurato il direttore del Pronto soccorso del nosocomio milanese Filippo Galbiati.
«Entro la tarda mattinata, meteo permettendo, arriverà in elicottero dall’ospedale di Losanna Sofia, una ragazza di 15 anni di Milano. Tra il 6 e il 7 gennaio, se saranno dichiarati trasportabili, porteremo qui al nostro Centro Ustioni altri due ragazzi attualmente ricoverati a Zurigo».
Alla fine, superati i problemi legati al meteo sulle Alpi svizzere, Gregorio, 15 anni, origini bavenesi, ma domiciliato a Milano, era arrivato ieri arrivato al centro ustioni dell’ospedale Niguarda. L’elicottero di Areu Lombardia era atterrato nel nosocomio milanese attorno alle 13.50, accompagnato dalla madre. Era in vacanza a Crans Montana nella casa dello zio. Ferito gravemente nell’incendio del locale Le Constellation, era stato subito trasportato in condizioni critiche all’ospedale di Berna.
Da lì, dopo essere stato vagliato da un’equipe di medici e infermieri esperti inviata in Svizzera dal Niguarda - che è uno dei quattro ospedali più importanti a livello europeo nel trattamento dei feriti da ustioni - si è deciso di trasferirlo in quello che è diventato il nosocomio della speranza per i sopravvissuti italiani della strage di Capodanno.
Terapia intensiva
Accanto a lui anche la madre, apparsa molto scossa, anche perché arrivando ha saputo che il migliore amico del figlio è deceduto. A starle vicino, in una sala approntata ad hoc, oltre a una psicologa, c’è anche un infermiere specializzato in comunicazione con i parenti ricoverati. «Il professor Franz Baruffaldi Preis, direttore del centro ustioni, lo ha visitato, ha fatto le prime cure, la prognosi è molto riservata», ha spiegato ai cronisti l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, sempre in prima linea nel fornire bollettini medici aggiornati. «Dei quattro feriti giunti dalla Svizzera è il più grave perché ha inalato molto fumo e sostanze tossiche». Intubato e in coma farmacologico, è ricoverato in terapia intensiva e presenta ustioni su oltre il 35% del corpo.
I ragazzi ricoverati
«Lo abbiamo valutato anche con una Tac, che è soddisfacente come risultato», gli ha fatto eco Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’urgenza e del pronto soccorso. «Ha già eseguito buona parte delle medicazioni e fortunatamente abbiamo qualche dato che è migliore rispetto alle notizie che c’erano state preannunciate». Le condizioni degli altri feriti ricoverati sono costantemente monitorate. «La buona notizia è che abbiamo estubato i due sedicenni di Milano e di Roma, ricoverati mercoledì e quindi siamo riusciti a parlare con loro. Questa è una grande cosa perché ci solleva il cuore, a noi, ai parenti e ai genitori», ha fatto sapere Baruffaldi Preiss. «Abbiamo passato tutto il giorno con loro in sala operatoria a cercare di riparare i danni provocati da questo incidente terribile. Uno è stato operato in modo importante alle braccia e alle mani e domani (oggi, ndr) tornerà in sala operatoria per la copertura delle braccia. Una ventinovenne veterinaria di Cattolica, è stata operata già due volte per ricostruire la mano».
Parlare con i genitori
L’obiettivo è «cercare di accorciare i tempi di riparazione dei tessuti in modo che non ci siano gravi problemi di contaminazione e di infezioni. La cosa difficile oggi rispetto a ieri è stato parlare con i genitori di quello che è stato e di quello che sarà. Sarà infatti una storia clinica lunga, dove tutti noi dovremo darci una mano - dagli psicologi agli anestesisti ai chirurghi plastici - per permettere a questi ragazzi di tornare in famiglia al più presto possibile».
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