IL TRAGUARDO
Sacconago, Busto e i cent’anni di Ginetto Grilli
Festa per il secolo di vita del cittadino benemerito nel 2019: «Una bandiera della nostra identità»
«Busto è la mia città e anche il mio rimpianto, dopo che si è mangiata Sacconago nel 1928». Compie cento anni Ginetto Grilli, nato nel 1925 in un comune che, tre anni dopo, si sarebbe trasformato in un rione di Busto Arsizio. Nato sinaghino, cresciuto da bustocco, Grilli non rinuncia alla sua doppia appartenenza, ma ammette la nostalgia per una Sacconago che non c’è più. Se quel mondo non è andato del tutto perduto, però, il merito è anche suo: dei suoi versi in dialetto, delle lezioni nelle scuole e di trent’anni di cronache parrocchiali, che hanno traghettato la memoria del borgo nel presente della città.
Mercoledì 31 dicembre, festeggiato dalle istituzioni, dagli amici e dalla Famiglia Sinaghina, Grilli è il simbolo vivente di una fusione che poteva sovrascrivere l’identità di Busto a quella di Sacconago, e che invece è stata capace di salvarle tutte e due. Lo sa bene il vicesindaco Luca Folegani, che rievoca un incontro di 23 anni fa: «Forse non se lo ricorda – dice a Ginetto – ma nel 2002 io avevo 12 anni e lei venne alle scuole Bossi per insegnarci il dialetto di Busto. Sì, ho avuto la fortuna di essere stato un suo allievo. E ricordo che diceva sempre: “Io non sono di Busto, ma di Sacconago!”».
«CULTORE DELLA NOSTRA IDENTITA’»
Manuela Maffioli, assessore a Cultura e Identità, descrive Grilli come «un manifesto, una bandiera, un gran cultore della nostra identità», nonché «cittadino benemerito nel 2019», sottolinea con orgoglio. Compiere un secolo significa aver attraversato la storia: col suo sorriso senza tempo, Grilli osserva che «in cento anni ci stanno dentro il regno di Vittorio Emanuele III, otto papi tra cui uno delle nostre parti, Pio XI, che era di Desio, e soprattutto ci stanno umili persone, mie amiche», molte presenti oggi a Villa Calcaterra per festeggiare con lui.
LA FAMIGLIA SINAGHINA
Il 100esimo compleanno di Ginetto è stato celebrato lì, nel contesto di un’altra ricorrenza legata a Sacconago: il bilancio di fine anno della Famiglia Sinaghina. Per l’associazione, «questo 2025 che si chiude oggi è stato un anno speciale», spiega Maffioli: «Sono stati i cinquant’anni dell’associazione, che contribuisce a conservare la memoria di Sacconago e della città: un mondo fatto di persone, ma anche di edifici, oggetti e ricordi». Augusta Grilli (nipote del festeggiato e membro del Consiglio direttivo dell’associazione) si è detta orgogliosa «che ci sia una Sacconago che conosce e tramanda», e ha aggiunto: «Ormai Ginetto è lo zio di tutti, lo zio di tutta Busto».
LA TELEFONATA AL SINDACO
Maffioli e Folegani hanno poi telefonato al sindaco, Emanuele Antonelli, per dargli modo di fare gli auguri a Ginetto. «Ma quali cent’anni?», ha scherzato il primo cittadino: «Tu ne hai cinquanta! Appena torno vengo ad abbracciarti».
LA TARGA
Al novello 100enne è stata consegnata l’immancabile targa a nome dell’amministrazione: “Cento anni di Virginio Costantino Grilli. Buon compleanno dalla città di Busto Arsizio”. Maffioli, inoltre, ha personalmente regalato al festeggiato il catalogo delle Civiche Raccolte d’Arte della città. Ma un poeta come Ginetto, quali versi riterrà più adatti per un giorno come questo? «Scelgo Alla Sera di Ugo Foscolo», risponde Grilli, procedendo a declamarla a memoria, tutta d’un fiato.
© Riproduzione Riservata


