ABBASSO
I deepfake di Grok e l’UE fuori dal mondo
Non esiste una normativa che proibisca il porno sui social network
La new technology è un mondo strano, concepito da coloro che sono comunemente noti come “nerd”. Ragazzi che si chiudono in una stanza, loro e il loro fido computer e si fanno venire quelle idee rivoluzionarie che hanno cambiato il mondo. Da Bill Gates in poi l'evoluzione donata dai computer al pianeta ha aperto le porte a un pullulare di Leonardo da Vinci occhialuti e bullizzati al liceo, ma dotati di una visione dell'umanità più ampia rispetto a quella di tutti noi che ci balocchiamo fra lavoro, famiglia e amici pregando che arrivi agosto per andare in vacanza. Il mondo dei nuovi inventori è invece diverso, frutto di un'apertura mentale superiore, figlia di immaginari che alle gente comune sfuggono. Fateci caso, molte delle aziende fondate da questi 20enni neomiliardari, hanno nomi mutuati da una cultura che gli intellettuali definirebbero volgarmente pop: Palantir, Erebor, Anduril e molte altre arrivano da “Il Signore degli Anelli”, Gotham è la città di Batman, Fremen è un elemento chiave di “Dune”, Carbonite di “Star Wars” e così via. L'elenco è lunghissimo e non stupisce affatto che anche Elon Musk, uno dei più vulcanici creator del momento abbia scelto uno dei suoi libri preferiti per denominare il proprio assistente di Intelligenza Artificiale. Il libro in questione è “Straniero in terra straniera”, capolavoro di fantascienza di Robert A. Heinlein, e il nome in questione è Grok che, nel libro, in lingua marziana significa bere e figurativamente abbeverarsi di conoscenza, comprendere la realtà in modo più profondo, qualcosa che l'uomo non può nemmeno concepire. Ed è curioso come quello che dovrebbe essere un normale assistente AI si sia rivelato più aderente al proprio nome di quanto gli stessi creatori avessero immaginato, andando a concepire qualcosa che l'uomo non è in grado di concepire. Per lo meno l'uomo che lavora all'Unione Europea... Spieghiamo: il caso è quello di una serie di deepfake creati proprio attraverso Grok che hanno finito per diffondersi su “X”. Tutta roba di proprietà di Musk, per capirci, ma il problema è che questi contenuti ritraggono persone reali, spogliate digitalmente creando immagini sessualmente esplicite e sono divenuti di dominio pubblico senza che “X” sia riuscito a introdurre filtri sufficientemente efficaci. Il problema ulteriore è che nessuno può essere punito per questo in quanto, almeno nell'Unione Europea, non esiste una legge che proibisca la diffusione dei deepfake di contenuto sessuale. E la cosa ancor più tragicomica è che l'AI Act, ovvero la normativa che dovrebbe regolamentare l'uso sul web dell'Intelligenza Artificiale non è dei tempi di “2001: Odissea nello spazio” bensì del febbraio del 2025. Essa proibisce contenuti che siano una minaccia per la sicurezza, i diritti e i mezzi di sussistenza ma... ohibò, il porno se lo sono scordati. O meglio, a quanto pare, secondo un'analista specializzata come Laura Caroli, numerosi Stati membri si sono opposti all'introduzione di altolà sul tema dei contenuti sessualmente espliciti, in base al principio del “vietato vietare”. Secondo Caroli, solo un grave scandalo avrebbe potuto smuovere le acque. Forse ci siamo, quindi, ma la domanda è: davvero all'UE a occuparsi di questi aspetti c'è gente così ottusa da non pensare che sarebbe potuto accadere qualcosa del genere?
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