CRISI OCCUPAZIONALE
Il Papa e monsignor Gioia vicini alla crisi di Beko ed MV Agusta
Nel giorno del suo ingresso ufficiale il nuovo prevosto di Varese ha parlato anche di lavoro. Il pontefice si è detto vicino agli operai
«In questo momento, non possiamo non pensare alle difficoltà che stanno vivendo alcune storiche e importanti imprese del tessuto industriale delle nostre terre». Il nuovo prevosto di Varese, monsignor Gabriele Gioia, domenica 8 dicembre, nel giorno del suo ingresso ufficiale nella basilica di San Vittore non ha ignorato non ignora la grave crisi occupazionale che sta interessando la Beko di Cassinetta di Biandronno e la MV Agusta di Schiranna.
«IN GIOCO IL FUTURO DI UNA SOCIETÀ»
Concludendo l’omelia monsignor Gioia ha sottolineato che «il lavoro è un bene che va promosso e difeso perché, promuove la dignità della vita e permette di guardare al futuro con serenità e speranza». Invitando a pregare per coloro che hanno la responsabilità di cercare una soluzione per salvare i numerosi posti di lavoro a rischio, il nuovo prevosto ha ammonito: «In gioco c’è il futuro di una società perché, spesso, dietro il volto di una lavoratrice o di un lavoratore c’è il volto di una mamma e di un papà».
ANCHE PAPA FRANCESCO CON I LAVORATORI BEKO
A mezzogiorno anche Papa Francesco, durante la recita dell’Angelus in piazza San Pietro, si è detto “vicino” - dopo averne ricevuto sabato mattina una delegazione in Vaticano - «ai lavoratori di Siena, Fabriano e Ascoli Piceno» della vertenza Beko, «che difendono in modo solidale il diritto al lavoro, che è un diritto alla dignità. Che non gli sia tolto il lavoro, per motivi economici o finanziari».
Soddisfazione, e speranza, dei lavoratori dopo le parole di Papa Francesco. Beko a Varese ha ereditato due marchi storici come Ignis e Whirlpool. La crisi del gruppo, che interessa la linea del freddo, mette a rischio 541 posti di lavoro nello stabilimento di Cassinetta di Biandronn. A questi si andrebbero ad aggiungere degli esuberi anche in ambito amministrativo facendo salire a oltre 800 i posti di lavoro a rischio in provincia di Varese dove Beko impiega 2.200 lavoratori. Tremila se si considera l’indotto del gruppo. Intanto martedì prossimo i sindacati si ritroveranno per la terza volta al ministero delle Imprese insieme alla multinazionale turca per tentare di portare avanti la trattativa aperta. Mercoledì 11 dicembre ci sarà invece uno sciopero provinciale dei metalmeccanici.
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