TRAGEDIA IL 4 NOVEMBRE
L’incidente tre mesi fa: «Servono testimoni»
L’appello della famiglia di Luca Ciampi
Cercano testimoni dell’incidente mortale in Autolaghi: la vedova e il figlio di Luca Ciampi lanciano un appello dalla Prealpina per ricostruire gli ultimi momenti di vita del sessantaseienne. Desiderano capire con esattezza cosa sia accaduto all’imprenditore di Busto Arsizio che in sella alla sua moto stava percorrendo l’Autolaghi viaggiando in direzione Milano - tra Castellanza e Legnano - per andare in azienda all’alba della mattina dello scorso 4 novembre. Era in sella alla sua moto Guzzi e indossava un casco giallo, l’autostrada rimase chiusa per ore dopo lo schianto: coinvolti anche un tir e un’auto.
Da quando nei giorni scorsi la moto è stata dissequestrata e riconsegnata alla moglie Alessandra e al figlio Paolo, si è aperto uno spiraglio: ricostruire gli ultimi momenti dell’uomo tramite i testimoni.
«Fino a questo momento si pensava che nessuno avesse visto niente - spiega il consulente Fabio Levato - Ma quando è stata riconsegnata loro la Guzzi dopo il sequestro, si è aperto un mondo. Hanno appreso che c’erano testimoni quella mattina e che diverse persone hanno visto l’incidente».
Da qui l’idea di fare un tentativo attraverso la Prealpina per trovare chi era presente: una famiglia riservata che immediatamente dopo la tragedia si era chiusa nel dolore. Anche in azienda tutti erano rimasti sconvolti per la morte del titolare, un uomo che viveva per il lavoro e gli affetti, con la grande passione per le moto che collezionava.
L’imprenditore di Busto Arsizio ha lasciato la moglie, il figlio, i fratelli e i dipendenti della sua azienda di gru con sede in viale Padova a Milano. «Al momento ci sono due indagati per la morte di Luca Ciampi, l’autista del tir e quello di un’auto - spiega il consulente -. La dinamica non è ancora chiara e il fascicolo è ancora aperto. Ma al di là di questo, Alessandra e Paolo desiderano conoscere la dinamica per un discorso di giustizia».
Il consulente dello studio di Gallarate da mesi segue i due addolorati e sotto choc: una morte improvvisa che faticano ad accettare. «Il pensiero che qualcuno abbia visto, ha riacceso in loro la speranza di poter avere conforto. Solo chi ha perso un famigliare in una situazione così drammatica e improvvisa può comprendere l’esigenza», insiste il titolare dello Studio RC. «Se qualcuno ricordasse qualche particolare dell’incidente della mattina del 4 novembre sarebbe di grande aiuto». Il numero è 0331.1855039.
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