IL DRAMMA
«La mia casa è bruciata, ora non ho più niente»
L’abitazione del centro di Arcisate è inagibile dopo l’incendio. Daniela chiede aiuto, ma il Comune ha le mani legate dai vincoli
«Mi sono rimasti solo i vestiti che avevo addosso quella mattina. La casa è bruciata, io non ho più niente». Daniela Botti, 62 anni, inizia il suo racconto da qui: da una mattina di fuoco, quella dell’11 maggio, da una casa diventata inagibile e da un dopo che, per chi resta senza un tetto, non ha mai i tempi ordinati delle pratiche.
L’incendio era scoppiato in via Manzoni, nel centro storico di Arcisate, mentre lei e il marito stavano dormendo. «Sono invalida, ho avuto un tumore alla testa dieci anni fa e oggi ho anche problemi legati al cortisone. Ho contattato i servizi sociali, ho chiesto aiuto e ho dormito anche in albergo pagando di tasca mia. Però, quando non hai più una casa, non puoi aspettare settimane: hai bisogno di sapere dove andare la sera». Da qui il suo appello. Il Comune si è mosso, ma ha le mani legate: senza case per le emergenze, per dare contributi deve rispettare precisi vincoli, a partire dall’Isee.
L’articolo completo sulla Prealpina di sabato 23 maggio in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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