IN TRIBUNALE
Lite a Luino, colpito con la marmellata
Trentenne a processo per lesioni con arma impropria
Si sono incontrati al supermercato e hanno litigato per questioni di lavoro. La discussione è degenerata al punto che uno dei due, ex datore di lavoro dell’altro, ha afferrato dallo scaffale un vasetto di marmellata e l’ha scagliato sulla testa del rivale. Urlando minacce come “Ti ammazzo!”. Per questo motivo un trentenne luinese è a processo a Varese con le accuse di minaccia e lesioni personali, provocate con una arma considerata impropria, il barattolo di confettura.
Tutto è successo in pochi minuti, nel marzo del 2016, all’interno della Lidl di via Voldomino, dove l’italiano classe 1992 si è trovato casualmente faccia a faccia con il cittadino marocchino che conosceva bene perché era stato dipendente dell’azienda di famiglia. Un rapporto di lavoro che però non si era concluso pacificamente, tanto che l’extracomunitario si era rivolto ai sindacati per ottenere ciò che riteneva gli spettasse. I due hanno cominciato a discutere, dalle parole sono passati alle vie di fatto e la colluttazione s’è conclusa quando l’imputato (difeso dall’avvocato Corrado Viazzo) ha allungato una mano e ha preso la prima “arma” che ha trovato, il vasetto di marmellata appunto. E glielo ha spaccato in testa, facendolo finire al Pronto soccorso, dove è stato medicato e poi dimesso con una prognosi di una decina di giorni. Il processo davanti al giudice Rossana Basile si concluderà mercoledì prossimo con la discussione e la sentenza. L’immigrato si è costituito parte civile con l’avvocato Marco Lacchin.
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