IN MUNICIPIO
Gallarate, Longobardi fuori dalla Giunta. Ipotesi Simeoni
Il sindaco Cassani ha firmato la revoca dell’incarico
Rocco Longobardi non è più il vicesindaco di Gallarate. Il passaggio era nell’aria da settimane, ma ora è ufficiale perché solo oggi, martedì 27 gennaio, il sindaco Andrea Cassani ha firmato la revoca dell’incarico all’esponente di Forza Italia. Una scelta che mette (forse) un punto ad una fase lunga e tormentata di tensioni interne al partito azzurro.
Una decisione che maturava da tempo
Un primo segnale era arrivato già una settimana fa, quando il segretario cittadino di Forza Italia, Calogero Ceraldi, insieme alla consigliera Belinda Simeoni, aveva incontrato Cassani. Un faccia a faccia rimasto avvolto dal silenzio. Nessun commento ufficiale, nessuna presa di posizione pubblica. Una linea che, a distanza di giorni, non è cambiata. Ma in politica il silenzio raramente dura a lungo e oggi la notizia ha subito fatto il giro delle chat. A ben vedere, la mossa del primo cittadino è stata una decisione quasi inevitabile visto che la richiesta di un cambio in giunta è arrivata direttamente dalla segreteria cittadina di Forza Italia, rendendo la decisione del sindaco quasi obbligata per evitare uno scontro frontale con il partito. Si chiude così, dopo quattro anni, l’esperienza di Longobardi come vicesindaco e assessore alle Attività economiche e al Marketing territoriale. Un’ipotesi che solo un anno fa sembrava quasi inimmaginabile visto che proprio Longobardi aveva sostenuto al candidatura di Ceraldi all’elezione del segretario cittadino di Forza Italia. Un idillio che però, non è durato.
La partita del dopo-Longobardi
Ora l’attenzione si sposta sul futuro. Chi sarà il nuovo vicesindaco? Il nome indicato da Ceraldi è quello di Belinda Simeoni, consigliera comunale e coordinatrice provinciale di Azzurro Donna. Una scelta che, se confermata, ridisegnerebbe gli equilibri interni a Forza Italia. E in maggioranza? Su questo fronte non ci dovrebbero essere scossoni. La palla, adesso, è nel campo dell’inquilino di palazzo Borghi. La revoca è stata firmata. La successione, invece, è tutta da scrivere.
«Questione politica, non personale»
«Questione politica, non personale». La maggioranza congressuale di Forza Italia Gallarate punta il dito contro il segretario cittadino Carlo Ceraldi. Al centro del contendere non c’è solo la revoca dell’assessore e vicesindaco Rocco Longobardi, ma una gestione del partito ritenuta autoritaria e distante dai principi di collegialità. Insomma non un attacco all'uomo, ma una condanna netta al metodo. Una posizione che apre (ancora di più) anche una frattura all’interno del partito: «la maggioranza congressuale continuerà a battersi affinché questi valori non vengano svuotati nei fatti, soprattutto a livello locale, dove il rapporto con il territorio e con gli iscritti è decisivo». Per i firmati quanto accaduto conferma nei fatti ciò che da tempo veniva segnalato, ovvero un metodo di gestione non coerente con i valori del partito, con il mandato congressuale e con le regole minime di democrazia interna. «Non sono stati rispettati il programma presentato agli iscritti, gli equilibri politici emersi dal congresso né il ruolo della Segreteria cittadina come sede naturale di confronto e decisione - affermano - In più occasioni, il segretario cittadino, Carlo Ceraldi, ha operato senza convocare la Segreteria e senza coinvolgere la maggioranza che lo aveva sostenuto, assumendo iniziative e rappresentando decisioni come già definite». Qui il riferimento è alle variazioni al bilancio, alla definizione dei ruoli apicali interni al partito fino all’incontro con Cassani. «Su questo punto vogliamo essere chiari - incalzano - una decisione che incide sugli equilibri amministrativi e politici della città non può essere assunta individualmente, né può essere rappresentata all’esterno come condivisa se la Segreteria cittadina non è mai stata convocata». A questo si aggiunge la formale richiesta di verifica politica depositata presso la Segreteria provinciale di Forza Italia il giorno 10 dicembre, all’attenzione del segretario provinciale Simone Longhini, e sottoscritta da una parte significativa della maggioranza congressuale di Gallarate, «non sia mai stato avviato alcun confronto né convocato alcun momento di chiarimento».
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