IL CASO
Pecora sbranata in Val Grande
Secondo i carabinieri forestali sarebbe stata uccisa da un lupo: indagini in corso
Dai primi rilievi l’accaduto sarebbe riconducibile all’attacco di un lupo ma il condizionale è d’obbligo.
Non si hanno al momento certezze assolute sul fatto che la pecora ritrovata morta in alta Valle Loana sia stata oggetto della predazione di un lupo.
I primi accertamenti effettuati dai carabinieri forestali del reparto “Parco Val Grande” farebbero però propendere per questa tesi.
La pecora - un capo di un gregge che si trova attualmente al pascolo in alta Valle Loana - è stata sbranata nei pressi dell’alpe Cortevecchio, al confine con la Val Grande vera e propria. Sul fatto che si sia trattato dell’incursione di un grande predatore non vi sarebbero dubbi. «Potrebbe trattarsi di una lince ma anche di un lupo: dai primi rilievi tutto farebbe propendere però proprio per il lupo: è stata infatti riscontrata compatibilità con predazione da carnivoro, presumibilmente canide, (canis lupus l).
In questa zona, fra l’altro, non sono stati segnalati cani vaganti», spiega il Comandante del Reparto carabinieri Parco nazionale Val Grande, Andrea Baldi.
Qualcosa in più, dunque, che una mera ipotesi: per la certezza inconfutabile che si stia però parlando di un lupo occorrerà attendere la conclusione degli accertamenti del servizio veterinario dell’Asl, che è stato attivato per l’espletamento dei protocolli previsti; inoltre l’assenza nei pressi del ritrovamento della carcassa della pecora di depositi fecali dell’animale, unitamente al fatto che non è stato neppure possibile ottenere un riscontro con il sistema delle foto-trappole, obbliga necessariamente alla massima cautela in questa prima fase degli accertamenti, in attesa appunto dei riscontri definitivi, con i risultati gli esami genetici, da parte degli specialisti dell’Asl.
Da porre invece ora in evidenza, come nota davvero positiva, è il corretto modus operanti dell’allevatore, che ha gestito la situazione nel modo più appropriato: ovvero allertando immediatamente i carabinieri forestali.
«Si ricorda la necessità per gli allevatori, in caso di decesso degli animali, di fornire tempestive informazioni agli organi competenti al fine di consentire i rilievi del caso in tempi rapidi lo svolgimento delle procedure previste», sottolinea il comandante Baldi; un modo di operare corretto - questo - anche per ottenere eventuali rimborsi per la perdita dell’animale.Marco De Ambrosis
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