IL PERSONAGGIO
Malpensa, una mamma in divisa sul calendario della Polizia
Il viceispettore Concetta Chiatto: «Una bella sorpresa»
Il suo volto sorridente campeggia da alcuni giorni su migliaia di pareti e di scrivanie, sparse in tutta Italia e perfino da qualche parte nel mondo. E sarà così fino alla fine di questo mese di gennaio quando, è proprio il caso di dirlo, si volterà pagina. Concetta Chiatto è stata infatti scelta per il calendario istituzionale della Polizia di Stato per il primo mese del 2026. Nata a Napoli, 47 anni di cui quasi la metà trascorsa con addosso il berretto con l’aquila dorata, attualmente è viceispettore alla Polizia di frontiera di Malpensa, ma ha prestato servizio prima a Trieste, poi per sei mesi nella sua città natale e per quattro lustri alle Volanti del Commissariato di Busto Arsizio.
«Una realtà complessa»
Ma come è finita sulla prima pagina del calendario? «È capitato – si schermisce con un sorriso -. Pensavo fosse soltanto una foto di gruppo, poi ho raccontato la mia storia di mamma poliziotta e magari cercavano una figura come la mia. Non mi aspettavo questo risvolto ma è una stata una bella sorpresa. Una piccola soddisfazione, ecco». Camicetta scura, un filo di trucco, i capelli sciolti su una spalla: il piccolo ritratto del viceispettore Chiatto compare accanto ai giorni del mese, con una didascalia che ne sintetizza biografia e carriera. Poi, più in grande, la foto di gruppo con gli agenti schierati sulla pista di Malpensa, due automobili di servizio, i cani dei cinofili in servizio allo scalo, e sullo sfondo gli aerei e il Terminal 1. «Le fotografie sono state scattate a maggio – racconta -. È stato divertente, una bella esperienza per tutti noi». Sì perché Concetta Chiatto sottolinea più volte il lavoro di squadra: nel calendario, certo, ma soprattutto nel lavoro. «Malpensa è una realtà complessa dove la Polizia di frontiera ha molti compiti – spiega -. I cittadini talvolta pensano che fare il poliziotto qui significhi soltanto mettere un timbro al passaporto ma non è affatto così: il lavoro è soprattutto dietro le quinte, per garantire la sicurezza a tutto campo». Lei, ad esempio, si occupa del contrasto all’immigrazione clandestina, dei respingimenti, dell’identificazione di soggetti che possono costituire una potenziale minaccia alla sicurezza.
Una copia per il figlio
Nel calendario 2026 è stata scelta per la sua attività professionale ma anche per la sua figura a tutto tondo: «Mi sento realizzata perché ogni giorno so di poter dare il mio contributo alla comunità. Il lavoro mi ha insegnato disciplina, responsabilità e rispetto, ma la parte più importante della mia vita è mio figlio, la mia più grande felicità», si legge nella sua biografia. Sposata con un collega, Concetta è infatti madre di Gabriele, 9 anni: «È stato contentissimo di vedermi sul calendario, ne ho preso una copia solo per lui». Il viceispettore spiega che il senso della sua presenza nell’almanacco forse sta proprio qui, nel sottolineare anche «l’impegno della mamma poliziotta, che ha difficoltà come tutte le madri a districarsi tra pappe, pannolini e impegni, ma nel nostro caso si sommano ad esempio anche i turni di notte. Occorre trovare il giusto equilibrio».
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