ROMA
Mazzariello, non vedo l'ora di fare la mia musica live a Sanremo
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 30 GEN - Un sacco di emozioni ma anche la
voglia irrefrenabile di portare la sua musica a Sanremo. È
lucido e maturo nonostante i soli 24 anni Antonio Mazzariello,
che dopo aver sfiorato il palco dell'Ariston l'anno scorso,
quest'anno ha vinto Area Sanremo ed è pronto al debutto nella
categoria Nuove Proposte. "Mi sento sballottolato avanti e
indietro e la mia faccia tradisce tutte le mie emozioni e paure
- ammette -, ma sono molto contento e soprattutto non vedo l'ora
di suonare. Ci penso ogni giorno ma nel senso positivo, rispetto
all'anno scorso sono pure più sereno". Per il cantautore
salernitano c'è poi la piena consapevolezza che Sanremo sia un
"passo importantissimo che però comunque fa parte di un percorso
che sto portando avanti. È un'esperienza che mi aiuta a mettere
a fuoco tutte le varie emozioni e preparare anche un dopo".
Mazzariello porterà all'Ariston 'Manifestazione d'amore', una
canzone che parla di sentimenti con profondità ma anche con
leggerezza e spera che "si riveli importante per i miei
coetanei, perché penso che ricominciare a parlare d'amore in
generale, che non deve essere per forza visto come una relazione
sentimentale, è una cosa che in questo periodo storico è
necessaria. Diciamo che più che un diritto, è un dovere". Non ha
la presunzione di veicolare un messaggio "che salvi vite: voglio
dire che per la maggior parte della nostra vita lavoriamo e
siamo presi da flow e troppo spesso ci dimentichiamo delle
persone che ci stanno accanto. Io, ad esempio, da quando mi sono
trasferito e vivo da solo, mi sono accorto ad un certo punto che
avrei dovuto chiamare mio padre, dirgli ti voglio bene una volta
di più. Quindi con questa canzone invito anche a ricordarsi
delle radici".
Le sue radici sono a Siano, in Campania, ma da un anno circa
il giovane cantautore si è spostato a Milano per la musica,
rendendosi conto che "lo stacco è enorme e non è sempre positivo
e ogni volta che torno a casa mi ricordo quanto poi sia
importante avere un ritmo più umano, meno stressante. Inoltre
nella mia musica credo di portare tanto della mia terra, la
provincia di Salerno che mi ha cresciuto e mi ha fatto diventare
quello che sono. In 'Manifestazione d'amore' non c'è nessun
dialetto, ma sento che comunque esprime le mie radici e
soprattutto il modo in cui riesco ad attraversare certe cose,
con la leggerezza".
Tra i suoi miti musicali ci sono due giganti, come Bob Dylan,
"pensare che l'ho conosciuto grazie al programma al liceo
scientifico che ho frequentato", e Francesco De Gregori. "Sono
fan di quel tipo di scrittura un po' onirica se vogliamo,
specialmente dei primi album, che poi non per forza si riflette
nei miei pezzi, ma quando ascolto loro - ammette - non penso a
prendere qualcosa, a come cambiare qualcosa, sono totalmente
avvinto". E poi c'è Fulminacci che troverà a Sanremo: "Grande,
grande Filippo! Ci assomigliamo tantissimo fisicamente, e poi ho
scoperto che siamo nati lo stesso giorno. Spero di reincontrarlo
lì così possiamo farci un bel selfie". E dopo il festival? "Sto
scrivendo, sto facendo le ultime cose, specialmente canzoni che
non vedo l'ora di far ascoltare, ma su tutti il progetto è
quello di suonare live, perché poi alla fine tutto quello che
faccio si muove per il contesto live, per divertirmi, per
portare le mie canzoni in giro. La musica per me esiste quando è
live".
Sul tema Eurovision sostiene che "non c'è per forza una
scelta giusta o sbagliata: comprendo sia chi decide di
boicottare e chi di andare a veicolare un messaggio. Ma in un
contesto come quello credo che per schierarsi bisogna essere
veramente espliciti, non andare troppo per il sottile".
Infine se pensa che questo sarà il lavoro di tutta la sua
vita o ipotizza un cambiamento a un certo punto, "secondo me per
mantenere viva l'arte o comunque voler fare questo della vita è
sano ogni tanto farsi venire il dubbio, anche di cambiare tutto
all'improvviso. Diciamo che il dubbio è un po' il fertilizzante
della vita". (ANSA).
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