LA TRADIZIONE
Meno olive ma stessa passione
A Bosto la benedizione delle bottiglie di Sant’Imerio
Oggi, come da tradizione, c’è stato il momento clou della festa di Sant’Imerio, organizzata dalla parrocchia di San Michele Arcangelo e dall’Associazione olivicoltori dell’olio di lago di Sant’Imerio. Si tratta di un momento particolarmente vissuto, organizzato mesi prima, dagli stessi appassionati con la raccolta delle olive, in modo particolare nel parco di via Monte Bernasco.
Quest’anno sono state messe a disposizione dei fedeli 200 bottiglie, un terzo della produzione degli anni migliori. Purtroppo l’annata non è stata abbondante, nonostante il contributo di privati che hanno portato il loro raccolto. Non sono state effettuate prenotazioni per permettere ad ogni famiglia di avere a disposizione almeno una piccola quantità. Assieme alle bottiglie, c’era la possibilità di gustare i biscotti con l’immagine della chiesetta, che le volontarie hanno preparato con molta cura e passione.
Come è noto, il ricavato sia dell’olio sia dei dolci andrà in beneficenza. Quest’anno sarà devoluto a favore della costruzione di un pozzo con depuratore in un villaggio del Camerun da dove proviene padre Manuel, che attualmente opera nella Comunità Pastorale di Sant’Antonio abate, di cui fa parte la chiesa di Bosto. Significativo il titolo assegnato alla festa: “L’acqua è vita, facciamola sgorgare dai nostri cuori!”.
Quest’anno, per la prima volta, c‘è stata una particolarità: la partecipazione dei membri della Confraternita di San Giacomo, la cui sede è a Perugia con diramazioni in tutta Italia e il cui scopo è quello di promuovere il pellegrinaggio a Santiago di Compostela.
Alla cerimonia di stamattina, presieduta da monsignor Gabriele Gioia, era presente anche il sindaco Davide Galimberti.
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